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Sul treno della memoria, in fila per le sorelle Bucci

26 gennaio 2017 | 20:54
Scritto da Walter Fortini
 


GOLKOWICE - Non paghi gli studenti si mettono subito in fila per un strappare un'altra parola alle sorelle Bucci, le bambine scampate all'inferno di Birkenau e con loro anche sul convoglio del ritorno. Il treno è appena partito che la fila velocemente si ingrossa. Accade ogni volta. C'è chi chiede un autografo sul libro che ne racconta la storia, consegnato a tutti (assieme ad altri) alla partenza. C'è chi semplicemente sente la necessità di ricambiarle con un abbraccio oppure incrociarne lo sguardo. C'è chi vuole provare a capire e chi le vorrebbe regalare una carezza, come a due nonne speciali. Sono in fila, aspettano il loro turno. Un via via che continua dalla partenza fino oltre il confine con la Repubblica Ceca.  E quando entrano si stringono anche in undici in uno scompartimento da sei, seduti gli uni sulle ginocchia degli altri.

"Parlare con loro è un modo per capire cosa è stato. Guardare il mondo con i loro occhi, quello che è stato e quello che viviano, è un'opportunita" dice Veronica, appena uscita, studentessa dell'Isis Foresi di Piombino.  "Torniamo con un bagaglio vastissimo – aggiunge Marta, della stessa scuola – e rifarei questa esperienza mille altre volte"   


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Tag: diretta