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Treno della Memoria, cinquemila studenti in sei anni, dal 2002 ad oggi

19 gennaio 2011 | 12:59
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE - Riparte il treno della memoria, il settimo, un convoglio speciale che dal 24 al 28 gennaio 2011 porterà  al campo di Auschwitz e Birkenau in Polonia, pure quest'anno, 500 studenti delle scuole superiori toscane di una novantina di istituti diversi, ma anche 54 studenti universitari e un centinaio di insegnanti. Con loro ci saranno il presidente della Toscana Enrico Rossi,  l'assessore alla cultura Cristina Scaletti, ex deportati, rappresentanti delle istituzioni, delle  comunità ebraiche, di Rom e Sinti e di associazioni gay e lesbische.

 

 

Raccontare per non dimenticare

E' dal  2002 che la Regione Toscana organizza il treno della memoria: un'esperienza che ha fatto da apripista ad altre, in Italia e in Europa. Un modo diverso per celebrare il 27 gennaio, liberazione del campo di Auschwitz, quando nel 1945 vi entrarono le truppe sovietiche, e giornata internazionale della memoria. Un'iniziativa che nelle sei edizioni alle spalle ha già portato 5000 nei lager nazisti 500 studenti toscani e 500 insegnanti.

Fino al 2005 il treno è partito dal binario di Santa Maria Novella a Firenze tutti gli anni , portando in Polonia ogni volta centinaia di studenti. Poi, dal 2006, si è riposato ad anni alterni partendo solo in quegli dispari, per dare modo a ragazzi ed insegnanti di effettuare una preprazione più accurata e dare la possibilità di partecipare alle iniziative della Giornata della Memoria ad un numeor di studenti decisamente maggiore di quello che sarebbe stato possibile accogliere sul convoglio.  L'obiettivo è sempre lo stesso: raccontare per non dimenticare, ricordare la  Shoah non solo come strage d'ebrei ma come ammonimento alla crudeltà e all'indifferenza umana,  in agguato ancora oggi, testimoniare, ascoltare dalle vive parole dei sopravvisuti e far 'toccare con mano' per costruire nei giovani veri anticorpi al razzismo. "La memoria della Shoah deve indurre a meditare sull'indifferenza umana -  ha detto una volta David Grossman, proprio a Firenze – per questo il suo significato è universale".

 

L'ingresso al campoSei edizioni alle spalle

Il primo Treno della memoria è partito da Firenze alla volta dei campi di Auschwitz e Birkenau, in Polonia, nel gennaio 2002. A bordo c'erano 500 ragazzi accompagnati da docenti e personale di supporto, giornalisti, rappresentanti delle comunità ebraiche e delle minoranze perseguitate dai nazisti ed anziani ex deportati, disposti ad affrontare il disagevole viaggio per testimoniare la loro esperienza alle giovani generazioni. L'iniziativa è stata ripetuta l'anno successivo con 700 persone (alle delegazioni delle scuole superiori di tutta la Toscana si erano aggiunti quelli delle Università di Firenze, Siena e Pisa), nel 2004 con 800 partecipanti e un itinerario diverso, non più Auschwitz, Birkenau e Cracovia, ma il campo di Majdanec, nei pressi di Lublino, e le rovine del ghetto di Varsiavia. In occasione del 60° anniversario della liberazione di Auschwitz, nel 2005, la Regione Toscana ha organizzato ben 2 convogli speciali, per un totale di oltre 1200 ragazzi. Poi ci sono stati i viaggi, di nuovo ad Auschwitz e Birkenau, nel 2007 e nel 2009.

Ogni volta l'iniziativa è stata organizzata a cavallo del 27 gennaio ed ha visto commemorazioni, cerimonie e dibattiti, con protagonisti i ragazzi, organizzati all'interno dei campi.

 

La mappa dei lager nazisti in EuropaCinque giorni, nel 1943, per arrivare ad Auschwitz

Nel 1943 i convogli che portavano ebrei e deportati politici nei campi di sterminio impiegavano mediamente cinque giorni per arrivare da Firenze ad Auschwitz.  Più che treni erano carri bestiame. Nel convoglio che partì da Roma il 18 ottobre 1943 c'erano, stipati come animali, almeno 1035 uomini, donne e bambini. Dopo la selezione iniziale fecero il loro ingresso nel campo solo 149 uomin e 47 donne. Tutti gli altri furono subito passati alle camere a gas e dal campo, alla fine, uscirono solo in sedici. Il  9 novembre 1943 un altro convoglio, con 400 persone, partì da Firenze e Bologna: entrano nel campo 13 uomini e 94 donne, ma nessuno vi uscì vivo. E fino al 1944 furono altri quattordici i convogli partiti, solo per citare quelli destinati  a portare ebrei italiani nei lager dell'Europa centrale.

 

Scarpe ammassate in un lagerSettecento gli ebrei toscani deportati

I numeri sono da paura, anche se lontani da quelli di altre nazioni d'Europa. Gli  ebrei deportati dall'Italia e dai territori italiani extrametropolitani furono 8369: tra loro anche 1915 cittadini stranieri, ebrei riparati dall'Est in Italia perchè convinto di essere qui più al sicuro (fonte Regione Toscana: Discriminazione e persecuzione degli ebrei nell'Italia fascista, ristampa 2003). I toscani furono circa 700 – compresi vecchi, donne e bambini -  e di tutti loro solo il 10 per cento fece ritorno. A questi vanno aggiunti i circa 1000 deportati politici nati o arrestati in Toscana e spediti dei campi di concentramento e i 600 mila  militari italiani catturati dai tedeschi all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre tra chi (il 98%) non scelse di aderire alla Repubblica di Salò e di cui, in 40 mila, non fecero più ritorno a casa. Un piccolo tassello di tutte le vittime dello sterminio: 6 milioni d'ebrei in tutta Europa, 1 milione e mezzo di dissidenti politici e poi ancora milioni e milioni fra prigionieri di guerra, rom e sinti, malati di mente, omosessuali.

 

Il libro della memoria

I nomi degli ebrei toscani deportati tra il 1943 e il 1945 sono tutti  raccolti nel "Libro della memoria" stampato nel 2003 dalla Regione Toscana: 111 pagine fitte di nomi e brevi cenni biografici con notizie sull'arresto, la morte e la liberazione, dal livornese Abenaim Elia Giuseppe a Ziegler Susanna, arrestata a Firenze. Altre biografie sono raccolte dal Museo della deportazione di Figline a Prato.

 

Notizie correlate:

Leggi qui il racconto e tutte le notizie del Treno della memoria 2011


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