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Un drone antigas, un chip salvavita, un forno che non spreca: l'economia toscana riparte da qui

30 marzo 2014 | 00:00
Scritto da Barbara Cremoncini
 


FIRENZE - Sembra il nome di un eroe dell'antica Grecia, ma si tratta di una pura assonanza. "Agamon" è infatti l'acronimo di "Aaerial gas monitoring", progetto realizzato da un'azienda con sede a Pisa, leader nel campo delle tecnologie per l'ambiente. Di eroico, però, qualcosa ce l'ha davvero questo minuscolo velivolo, senza pilota, che porta a bordo una specie di naso supersensibile, formidabile nello scovare le perdite di gas e intercettare i miasmi che fuoriescono da discariche, impianti, gasdotti.

Un aeroplanino con il "naso"

 

 
Tecnicamente, l'aeroplanino senza pilota si chiama drone. E il naso, in realtà, è un sensore laser di nuovissima generazione. Grazie al velivolo, sarà possibile registrare e trasmettere in tempo reale tutta una serie di parametri, abbreviando i tempi di monitoraggio e di risposta. "Ci siamo divertiti – avverte Paolo Andreussi, docente all'Università di Pisa e amministratore delegato di Tea Group, la società che l'ha realizzato – a giocare con gli aeroplani. A trasformare un drone, strumento che di solito associamo alla guerra, in un'arma pacifica, utile per l'ambiente".

 

La sua sfida, questa piccola azienda supertecnologica, tirata su come un esemplare d'allevamento dall'Università di Pisa, se l'è giocata grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Toscana sul programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale (Por Creo Fesr 2007-2013). E' uno dei tantissimi casi in cui l'esempio serve, più di fiumi di parole e sfilate di numeri, a far capire una cosa molto semplice: che questi soldi venuti dall'Europa la Toscana li ha spesi bene, indirizzandoli verso qualcosa che, davvero, aiuta l'economia e i cittadini. Nel caso specifico, il progetto Agamon è costato quasi 400 mila euro ed è stato finanziato dal programma operativo Fesr messo a punto dalla Regione Toscana per gli anni 2007-2013, con 271 mila euro.

Un miliardo per la Toscana

Non sono pochi i soldi targati Fesr che la Toscana ha ricevuto per i sette anni appena conclusi: oltre 1 miliardo di euro per rendere più competitivo il sistema produttivo e più moderna la società, promuovendo ricerca, innovazione, sostenibilità ambientale, migliorando l'efficienza energetica, le infrastrutture e le comunicazioni. Per capirsi, la prima linea della tranvia fiorentina, avamposto di modernità in una città che fatica a levare gli ormeggi da un passato ingombrante, 1 milione di passeggeri al mese, è stata realizzata grazie a questi fondi. Come pure, saltando di palo in frasca, il bacino di espansione per la messa in sicurezza dal rischio idraulico di Terranuova Bracciolini, o gli otto progetti per l'installazione della banda larga in montagna e in aree di campagna disagiate, o ancora la riqualificazione di Piazza Arnolfo e del Teatro del Popolo a Colle val d'Elsa, o la trasformazione dell'ex ospedale Burresi a Poggibonsi in centro culturale (nell'ambito dei Piuss, piani di iniziativa urbana: cantieri aperti in 14 città, oltre 100 progetti, investimento complessivo di oltre 230 milioni). Decine e decine di progetti, insomma, hanno permesso in questi anni di fare investimenti, garantire utili e posti di lavoro, aiutando così a fronteggiare una delle maggiori crisi degli ultimi decenni.

>>> Il sito Por Creo Fesr 2007-13 

Un chip salvavita

Guardiamone un altro da vicino, di questi progetti. Questo si chiama Medisafe, lo realizza una piccola industria di microelettronica con sedi a Montelupo e Vinci. "E' un progetto innovativo per analizzare e anche realizzare un microcircuito elettronico affidabile – spiega Daniela Gravina, marketing assitant di Yogitech spa – da destinare a dispositivi medici impiantabili". Che poi, per intendersi, sarebbero cose tipo i pace-maker per regolare il ritmo cardiaco. "Grazie a questa nuova tecnica – prosegue Daniela – che rappresenta l'innovazione del processo di analisi e di costruzione dei microcircuiti, si salveranno delle vite e sarà possibile ridurre per i pazienti il ricorso a interventi di manutenzione degli impianti che saranno resi più precisi e meno vulnerabili ai guasti". Costato poco più di 1 milione a fronte di un contributo regionale di circa 665 mila euro, Medisafe ha portato alla creazione di tre brevetti.

Un forno risparmioso

Concreto e risparmioso anche il raggio d'azione di Sinter Clean. "Si tratta di una attività che porta a realizzare un processo innovativo di sinterizzazione, un procedimento per ottenere materiali compatti e duri a partire da polveri, che utilizza uno speciale forno. La nuova tecnica aiuterà a risparmiare energia, in una lavorazione, destinata al settore dei manufatti in ceramica e dei rivestimenti tecnici, che ne consuma davvero moltissima", dice Claudio Terreni, manager di Industrie Bitossi, l'azienda che lo realizza insieme ad un gruppo di lavoro formato da Deimos, Toscana Impianti, Pin Città di Prato.

>>> Il Canale YouTube del Por Creo

Un traguardo non scontato

"La scelta di destinare il 60% delle risorse del Fesr a progetti di ricerca e sviluppo ha pagato - dice Angelita Luciani, dirigente del settore innovazione, ricerca industriale trasferimento tecnologico della Regione – nonostante la crisi, infatti, abbiamo osservato segnali positivi, di inversione di tendenza per quanto riguarda l'incidenza della spesa della componente privata in ricerca e sviluppo rispetto al Pil: una percentuale di solito molto bassa, ma che ora appare in aumento". Così, dal momento che, ormai è appurato, solo innovando l'economia toscana potrà scrollarsi di dosso gli effetti negativi della crisi, un drone antigas, un chip salva vita, un forno che risparmia energia sono, decisamente, qualcosa di più di novità tecnico-scientifiche. Sono una buona notizia.

>>> Scarica tutti i contributi innovativi del Convegno Por Creo


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Tag: europa
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