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Una casa per le sterne: deposte le uova nei nidi artificiali della Diaccia Botrona

3 agosto 2019 | 11:38
Scritto da Massimo Orlandi
 


FIRENZE - Volano per cinquemila chilometri per arrivare qui, nidificare, e ripartire. E' il percorso che ogni anno compiono le sterne che si spostano dal loro habitat dell'Africa equatoriale per trovare un'area umida dove dare continuità alla specie. Quest'anno nella riserva naturale della Diaccia Botrona, nel grossetano, gli uccelli migratori hanno però trovato una sorpresa: una serie di nidi galleggianti dove poter nidificare e deporre le uova. Una novità accolta con favore: le prime sterne hanno infatti deposto le uova destinate a schiudersi nell'arco di una ventina di giorni.

L'iniziativa è della Regione Toscana, che ha finanziato la realizzazione, in collaborazione con i comuni di Grosseto e Castiglione della Pescaia, di queste speciali zattere già sperimentate con successo tra 2017 e 2018 insieme al WWF nella laguna di Orbetello. "Ospitare nel modo migliore questi migranti speciali è un dovere che la Toscana ha interpretato mettendo a punto questi nidi galleggianti dove questi uccelli, "rondini di mare" possano facilmente approdare" ha commentato l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni. "Questi fiocchi rosa e azzurro nella nostra riserva naturale di Diaccia Botrona – ha aggiunto - sono un importante contributo  alla tutela della biodiversità e anche un esempio virtuoso di come la collaborazione con i Comuni e le associazioni ambientaliste contribuisca in modo positivo alla  gestione delle riserve naturali regionali".

Sia la Laguna di Orbetello che la Diaccia Botrona risentono della presenza nelle aree limitrofe di forti pressioni dovute alle attività turistica e alla piscicoltura. Da qui la necessità di procedere alla realizzazione di interventi per favorire la permanenza di particolari specie. Per la laguna di Orbetello il problema da risolvere era quello di proteggere i nidi di sterne dalle variazioni di livello dell'acqua in laguna dovute ai pompaggi di acqua marina necessari soprattutto nel periodo estivo.  Per la Diaccia Botrona, invece, era la carenza di siti idonei alla nidificazione che fossero sufficientemente protetti dal disturbo della presenza umana. In entrambi i casi la risposta è arrivata da queste  strutture realizzate in legno e materiali  galleggianti. Messi in opera nei primi mesi dell'anno, sotto la stretta sorveglianza di personale regionale esperto, i nidi artificiali hanno dato ottimi risultati. Dalle uova già deposte da alcuni esemplari di sterna comune (sterna hirundo) nasceranno in una ventina di giorni piccoli batuffoli di piume che, dopo circa un mese, una volta cresciuti, lasceranno la riserva e prenderanno il volo verso altri lidi. Le sterne torneranno di nuovo, speriamo, tra un anno.


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