Cultura
19 dicembre 2014
15:00

Una mostra sulla Firenze in guerra per capire il nostro passato

FIRENZE - Nelle sale di Palazzo Medici-Riccardi si susseguono i tre scenari della "Firenze in guerra 1940-1944", questo il titolo della mostra organizzata dall'Istituto storico della Resistenza in Toscana con la collaborazione della Regione. Fu dapprima la citt della guerra (1940-1943): mentre migliaia di cittadini partono per i vari fronti, l'intera popolazione chiamata a mobilitarsi per sostenere lo sforzo bellico. Gli stessi spazi pubblici si trasformano, in seguito alle misure di protezione antiaerea sui monumenti o alla creazione degli orti di guerra'.

 

Si entra poi nella citt dell'occupazione (1943-1944); le forze tedesche e la RSI tentano di attuare uno stretto controllo del territorio, mentre iniziano i bombardamenti e le condizioni di vita della popolazione si fanno sempre pi difficili. Solidariet e resistenza danno vita alla citt della Liberazione; Firenze, sede del Comitato Toscano di liberazione nazionale, si distingue per la pluralit e la ricchezza delle reti partigiane e antifasciste, che si oppongono alla violenza degli occupanti e degli uomini della Rsi nei confronti di civili inermi, ebrei, renitenti alla leva.

 

Documenti, oggetti, immagini, voci, filmati animano un ampio percorso espositivo multimediale che, intrecciando storie individuali e esperienze collettive, attraversa la ricostruzione dei primi anni di guerra quando Firenze era esibita dal fascismo come culla culturale del Nuovo ordine europeo, fino alla citt violentemente investita dal conflitto. "Una citt vista da un punto di vista insolito e poco conosciuto, spesso rappresentato da un vissuto quotidiano segnato profondamente dalle scelte della dittatura fascista, e pi avanti dai mille problemi causati dallo stato bellico" ha affermato nel corso di una sua visita l'assessora regionale alla cultura Sara Nocentini.

 

"Firenze come forse non vorremmo ricordare e che invece deve esserlo per farne tesoro, per noi e soprattutto per i nostri figli ha aggiunto proprio mentre celebriamo il 70mo della Liberazione. Sono pezzi difficili di storia che abbiamo il dovere di affrontare per portarne alla luce tutti gli insegnamenti. La Regione lo sa, e ha una tradizione di attivit in questa direzione; a partire dalla decennale esperienza del Treno della Memoria, che puntualmente ripartir alla fine del prossimo gennaio per restituire un altro terribile momento della nostra Storia cos da poterlo rielaborare nelle nostre coscienze e potere davvero declinarlo al passato".