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Venticinque anni fa la strage dei Georgofili, le iniziative per ricordarla

25 maggio 2018 | 11:33
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE - La Toscana ricorda la strage dei Georgofili e quella bomba, sotto la storica Torre de' Pulci, messa dalla mafia a Firenze venticinque anni fa.

Persero la vita in cinque in quella notte tra il 26 e il 27 maggio del 1993: Angela Fiume e Fabrizio Nencioni, le loro figlie Nadia e Caterina di nove anni e due mesi, lo studente di architettura Dario Capolicchio di Sarzana. Ma la bomba provocò anche quarantuno feriti, sventrò la torre dove ha sede l'Accademia dei Georgofili, causò ingenti danni al museo degli Uffizi, a Palazzo Vecchio, alla chiesa di S. Stefano, al Ponte Vecchio e alle abitazioni tutt'attorno, lasciando moltissime famiglie senza un tetto.

A ordinare la strage, come altre bombe che esplosero nello stesso anno a Roma e Milano, fu Cosa Nostra, che voleva così condizionare il funzionamento degli istituti democratici e lo svolgimento della vita civile del paese. A Firenze, come nel resto d'Italia, la risposta fu compatta e la condanna ferma e senza possibilità di appello; e venticinque anni dopo pubblicamente ancora si tiene viva la memoria di quell'attentato e delle sue vittime innocenti. Non era scontato: a Milano l'attentato di via Palestro, altra strage del 1993 che fece cinque morti, non viene più ricordata.

La Regione è stata anche parte civile nei processi. Conserva nel suo Centro Cultura Legalità Democratica gli atti di quei processi, donati lo scorso marzo dall'associazione "Tra i famliari della strage di via dei Georgofili": 35 faldoni, lì assieme a tanti altri documenti sulla storia del terrorismo e delle stragi nell'Italia del Dopoguerra, con fondi donati da magistrati, giornalisti e avvocati. Ha promosso infine nel 2006 una legge con interventi a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

La due giorni in ricordo dei Georgofili, promossa dalla Regione con il patrocinio di Comune di Firenze e Città metropolitana, il ministero della Cultura, gli Uffizi e la collaborazine del Ministero all'istruzione e dell'associazione dei familiari, inizia stasera, venerdì 25 maggio, alla Romola, frazione del comune di San Casciano in Val di Pesa dove la famiglia Nencioni, che della frazione è originaria, è sepolta. Lì andrà in scena lo spettacolo "Il giuramento", scritto da Stefania Castorina con Irene Biancalani e Alessandro Scavone e portato sul palco dalla Compagnia "Teatro Riflesso". Partecipano i ragazzi dell'istituto di istruzione di primo grado "Ippolito Nievo" di San Casciano e un gruppo musicale della filarmonica "V. Bellini" di Scandicci. Sempre alla Romola, domenica mattina alle 8.30, sulla tomba della famiglia Nencioni sarà deposto un cuscino di rose e gli alunni della scuola primaria di Cerbaia, alle 9, ricorderanno la strage a conclusione del loro percorso scolastico sulla legalità. Alla stessa ora un altro cuscino di rose sarà deposto a Sarzana, sulla tomba di Dario Capolicchio.

La maggior parte delle iniziative si concentrano però sabato 26 maggio, nella sala Pegaso del Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione. Si inizia la mattina, dalle 11.30 alle 13, con le scuole e due letture teatrali messe in piedi dagli studenti del liceo classico Michelangelo e liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Firenze. A seguire l'intervento teatrale "Il rumore dei Georgofili", ideato e prodotto dal Collettivo Ark.

Alle 16.30 sarà la volta del convegno "L'importanza delle indagini nei processi delle stragi del 1993". Interveranno, tra gli altri, il capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza Franco Gabrielli e il capo della direzione investigativa antimafia Giuseppe Governale. A far gli onori di casa sarà l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli.

Alle 21 sarà il momento della commemorazione vera e propria: in piazza della Signoria (o in Palazzo Vecchio in caso di pioggia). Si inizia con un recital di musiche classiche e moderne, quindi il saluto delle istituzioni, l'intervento dell'associazione "Tra i familiari" e la messa in scena della "Madama Butterfly". Alle 1 di notte un corteo formato dai gonfaloni del Comune di Firenze, della Città metropolitana e della Regione Toscana, con i labari delle Associazioni di Volontariato, si muoverà per andare a deporre una corona di alloro sul luogo dell'attentato, nell'ora esatta in cui la bomba esplose. Dalle 1.15 fino alle 2.30 alla Galleria degli Uffizi sarà esposto il quadro "I giocatori di carte" di Bartolomeo Manfredi, restaurato per l'occasione.

Le iniziative continueranno anche lunedì 28 maggio, con l'apertura al pubblico dalle 9.30 alle 12.20 e dalle 15 alle 17.30 della sede dell'Accademia dei Georgofili, che ospiterà la mostra di acquerelli "27 maggio 1993" di Luciano Guarnieri (visitabile anche il 29 e 30 maggio pomeriggio) e dove, alle 10 e di nuovo alle 11, 15.30 e 16.30, sarà proiettato un documentario sull'esplosione e la ricostruzione della sede.

On line sul sito della Regione il programma dettagliato.

 


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