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Villa la Quiete, Bugli e Barni: "Un dovere valorizzare gli immobili del nostro patrimonio"

4 marzo 2016 | 18:11
Scritto da Walter Fortini
 


FIRENZE - "Sono quantomeno infondate le polemiche di chi vorrebbe segnalare un disinteresse della Regione rispetto ai suoi immobili di particolare pregio storico e culturale. La realtà è ben diversa". L'assessore al bilancio Vittorio Bugli e la vice presidente, con delega alla cultura, Monica Barni, intervengono dopo l'articolo dedicato da un quotidiano fiorentino a Villa la Quiete, il complesso immobiliare di proprietà della Regione, ma che ospita anche l'Università, sulla collina di Castello, ai piedi di Monte Morello.

La Regione ha un discreto patrimonio immobiliare, in parte suo e in parte di aziende regionali, prime fra tutte quelle sanitarie. "Vogliamo cercare la strada migliore per meglio valorizzarlo" ripetono i due assessori. "Presenteremo questo patrimonio a potenziali investitori – spiegano -, dopodiché, verificato l'interesse, capito se c'è qualcuno disposto ad acquistarli oppure gestirli, prenderemo le decisioni opportune".

"Crediamo sia buona amministrazione occuparci di questo tema e sollecitare una manifestazione di interesse – dice Bugli - Stare fermi significherebbe infatti lasciar sì che questo patrimonio proceda verso il degrado, visto che il nostro bilancio, seppur sano, con le nuove regole a cui è sottoposto non consente più di destinare risorse alla manutenzione e alla riqualificazione di tutti gli immobili che abbiamo". "Sarebbe opportuno – aggiunge l'assessore - mettere tutti in condizione di predisporre quanto necessario al fine di prendere le decisioni più opportune, in tutta serenità e responsabilità, senza aprire polemiche su questo o quell'immobile prima di sapere se ancora vi sia un interesse da parte di qualcuno".

Villa La Quiete, che è certamente un immobile significativo, presenta caratteristiche più confacenti ad una gestione da parte di soggetti esterni di alcune sue partii. "Ma lo potremo verificare – dice Bugli – solo a seguito del percorso che stiamo seguendo. E poi ogni decisione dovrà essere presa in accordo con l'Università".

"Infatti tutto quello che c'è all'interno di villa La Quiete - precisano Bugli e Barni - non appartiene alla Regione, ma è dell'Università di Firenze: compreso il quadro del Botticelli di cui si parla oggi sulla stampa". La Regione è proprietaria solo delle mura, acquistate nel 2010 dall'ateneo, e neppure gestisce l'intero edificio, che dell'Università ospita un polo interdisciplinare per la promozione di eventi, convegni, corsi di formazione e visite turistiche. Nell'ala più recente, quella ottocentesca, hanno invece sede gli uffici del Irpet, l'Agenzia regionale per la sanità e il Centro regionale per il rischio clinico. "Mi sembra quantomeno ingeneroso dare una lettura di disinteresse della Regione verso l'immobile – chiosa Bugli -. Sei anni la Regione si è fatta carico dell'acquisto, nel momento in cui le condizioni economiche dell'Università potevano non più garantire una manutenzione adeguata. Ci abbiamo anche investito diverse risorse, per consentire l'uso di alcune ale a vari enti per il restauro di stanze e ambienti storici".

Per l'assessore Bugli "la Regione deve fare scelte per valorizzare gli immobili e per il loro migliore utilizzo, verificando l'interesse anche del mercato senza che questa configga con l'interesse pubblico e lavorando con ancora maggiore attenzione nei casi di edifici di pregio". "La cosa – si sofferma - deve essere affrontata come farebbe un buon padre di famiglia e noi lo stiamo facendo". "E siccome il mercato ha manifestato interesse per immobili di questo tipo – si sofferma -, era ora il momento per farsi avanti. Quando sapremo se vi è un interesse e di che tipo decideremo, assieme a tutti i soggetti coinvolti".

"Certamente – conclude Bugli - contiamo di poter vendere una quota importante del patrimonio in modo da poter destinare risorse per la qualificazione degli immobili di particolare pregio e poter deciderne un utilizzo significativo dal punto di vista culturale. Così come contiamo su ulteriori risorse "fresche" per la realizzazione di un maggior numero di investimenti indispensabili per la Toscana che altrimenti, proprio in questo periodo di uscita dalla crisi, non potremo effettuare per le regole del pareggio di bilancio".


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Stefania Saccardi Sanità


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