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'25 aprile in concerto', Cristicchi con 'Mio nonno è morto in guerra' al Teatro Verdi a Firenze

18 aprile 2019 | 14:25
Scritto da Federico Taverniti
 


FIRENZE - Sarà Simone Cristicchi, con una versione rinnovata dello spettacolo ‘Mio nonno è morto in guerra', il protagonista del consueto concerto del 25 aprile al Teatro Verdi a Firenze. L'evento, organizzato dall'Orchestra della Toscana con il sostegno della Regione, è stato presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati.

La Regione, ha ricordato la vicepresidente della Regione, da vari anni ricorda questa ricorrenza offrendo alla città di Firenze un'importante occasione culturale, con il concerto di una delle migliori orchestre del panorama nazionale. E lo fa tutti gli anni collaborando con Ort anche sulla scelta dei temi, elemento che è giusto sottolineare perché la Regione non offre un semplice concerto ma un evento con il quale ricordare il 25 aprile facendo riflettere su alcuni temi importanti della storia italiana.

La vicepresidente ha quindi spiegato che, grazie ad un grande artista come Simone Cristicchi, sarà la seconda guerra mondiale al centro della riflessione. Cristicchi porterà al Teatro Verdi uno spettacolo completamente rinnovato, ‘Mio nonno è morto in guerra'. Molto interessante è soprattutto l'idea di mescolare linguaggi diversi proprio per far sì che il messaggio da veicolare, cioè quello legato alla distruzione e all'orrore, arrivi in modo diretto a tutti.

E' un concerto aperto a tutti, aggiunge la vicepresidente, e tutti sono invitati a partecipare, anche chi sta strumentalizzando questa giornata e non ricorda il suo importantissimo valore per la storia italiana. La Regione in tutti questi anni ha coltivato la memoria non per creare momenti di sterile celebrazione di eventi, ma per diffonderne la conoscenza. Soprattutto da parte di coloro che, per loro fortuna, questa storia non l'hanno mai conosciuta. Quando alcuni ragazzini minacciano un loro coetaneo dicendogli che saranno riaperti i forni ad Auschwitz, siamo di fronte ad un episodio che lo testimonia: una profonda non conoscenza di quello che è tragicamente accaduto e che vorremmo non accada mai più. Conoscere la storia serve proprio a diffondere i valori che hanno portato alla Costituzione e alla democrazia.


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