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Una cartografia speciale per capire la Toscana, a tutti i livelli

13 luglio 2014 | 00:00
Scritto da Cristiano Lucchi
 


Ci sono voluti due anni e il lavoro di decine di tecnici per preparare l'innovativo Piano Paesaggistico della Toscana, approvato dalla giunta i primi di luglio; il primo in Italia coprodotto insieme al ministero dei Beni culturali. Tra i funzionari pubblici che hanno lavorato alla complessa elaborazione cartografica troviamo i tecnici e gli esperti del Servizio informativo geografico regionale che hanno realizzato - tra il sesto e il settimo piano della sede nel quartiere di Novoli a Firenze - un portale WEB_GIS del Piano per garantire l'accesso agli elaborati cartografici in maniera semplice, diretta, libera e gratuita per tutti.
 
Il GEOscopio
Se oggi la Toscana ha potuto affiancare ai vincoli tradizionali (dove e cosa non si può fare) nuove indicazioni per la crescita sociale ed economica del suo territorio (dove e cosa si può fare) il merito va infatti anche alle innumerevoli rilevazioni geografiche prodotte allo scopo. Una ricca cartografia che trovate su Internet, insieme a tante altre, nella pagina dedicata al GEOscopio, ovvero l'applicazione ideata per visualizzare e interrogare i dati geografici della Regione. Al contrario di altre mappe online, più diffuse in quanto commerciali, il sistema veicola però informazioni geografiche di alta precisione e relative ai più svariati argomenti utili a favorire la conoscenza del territorio e dell'ambiente toscano.
 

Conoscere per deliberare
Alla base di tutto ciò vi è un'accurata progettazione delle riprese aeree, propedeutiche alla produzione di carte anch'esse progettate e collaudate dal Servizio regionale, secondo determinati standard di precisione riconosciuti e condivisi dalla comunità tecnica e scientifica internazionale. Si parla, per intendersi, di margini di errore di qualche centimetro. Non potrebbe essere altrimenti considerato che su questi dati si basano le decisioni, normate dalla legge, di amministrazioni pubbliche, enti, imprese, cittadini, e non solo.
 
Cartografie per tutti
La cartoteca regionale serve a mille cose. La protezione del farro della Garfagnana, dell'olio extravergine di Lucca, del lardo di Colonnata (tutti prodotti IGP), del Brunello di Montalcino o del Chianti classico e la precisa individuazione delle loro Zone di produzione ed aree DOP e IGP sono garantiti anche dalle carte con le perimetrazioni ufficiali che la Regione ha elaborato e che sono diffuse proprio dal GEOscopio. Altre cartografie individuano le Aree protette, le aree di inquinamento acustico, quelle di Pericolosità e rischio di alluvione e quelle di Capacità di uso del suolo, dette pedologiche, che rappresentano i suoli più pregiati e adeguati per l'uso agricolo.
 
Mappe ad hoc per le emergenze
Al di là di questi utilizzi le carte regionali sono a servizio dei Comuni per stilare i loro Piani strutturali e regolatori o degli enti pubblici in generale per progettare infrastrutture come strade, aeroporti, ferrovie. Ma anche delle agenzie pubbliche come il Lamma o l'Arpat affinché possano sovrapporre i loro modelli e produrre così le previsioni meteo in una determinata zona, definire l'inquinamento ambientale di un torrente o di un fiume o il rischio e la pericolosità di una potenziale alluvione. Inoltre, in caso di urgenza e necessità, ad esempio per accompagnare l'emissione dei risarcimenti per le recenti alluvioni di Aulla e Albinia, vengono realizzate carte tematiche ad hoc.
 
I confronti storici
Non solo. Esiste una vasta fototeca geografica della Toscana che raccoglie immagini aeree dagli anni Cinquanta ai giorni nostri (qui gli esempi per gli anni 1954; 1975; 1995; 2010). Una fonte unica per documentare, dall'alto, l'evoluzione del nostro territorio e del nostro paesaggio e che permette di studiare le modifiche urbanistiche avvenute negli ultimi sessanta anni. Con la digitalizzazione dei catasti storici regionali è possibile inoltre apprezzare la cartografia che sconfina nell'arte, considerato che ci sono oltre 12.000 mappe ottocentesche in alta definizione alla portata di un paio di clic grazie al Progetto Castore condotto in collaborazione con gli Archivi di Stato della Toscana ed il Ministero dei Beni Culturali.
 
Cosa fanno i cartografi della Regione?
Il Sistema informativo geografico regionale - come stabilisce la legge che ne regola le attività - raccoglie, organizza, aggiorna e diffonde continuamente l'insieme delle conoscenze sullo stato di fatto e di diritto del territorio e delle sue risorse. Ma come avviene questo processo? Come si arriva ad un database di numeri che, interpretati dalle applicazioni WEB_GIS, restituiscono tutti quegli strumenti necessari affinché sia favorita una efficace pianificazione territoriale? Come si trasforma l'informazione geografica in conoscenza approfondita del territorio?
 
Il catasto del Granducato
Una piccola digressione storica. La prima mappa in cui appare la Toscana nella sua complessità è la Tabula Peutingeriana, una copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana che rappresentava le vie militari dell'Impero. Non era una mappa paragonabile a quelle a noi familiari, prodotte sulla base della moderna geodesia e di tecniche geometrico-matematiche che le attuali proiezioni cartografiche ci permettono di avere. Era piuttosto come le moderne carte delle metropolitane, utili ad orientarci sotto terra, ma in cui le distanze tra i punti non sono in scala tra loro. Un semplice e logico collegamento di punti riconducibile alla teoria dei grafi, ovvero senza rispettare il rapporto di scala tra la realtà e la sua rappresentazione, su cui si basano, ad esempio, i navigatori satellitari delle auto. Dopo molte rappresentazioni della Toscana presenti in atlanti, mappamondi e portolani realizzati a partire dal Cinquecento, bisognerà arrivare alla prima metà del XIX secolo per avere una mappa generale realizzata con metodo scientifico, quando il granduca Ferdinando III di Lorena affidò, al matematico e padre scolopio Giovanni Inghirami, il compito di redigere una "Carta topografica e geometrica della Toscana" alla scala di 1:200.000. Tale mappa era basata sulla stessa "triangolazione" di primo ordine, iniziata e condotta a termine dallo stesso Inghirami, che servi per realizzare nei primi decenni dell'Ottocento il nuovo catasto geometrico-particellare della Toscana.
 
Le foto aeree
Con la nascita dell'aviazione diventa invece protagonista la foto aerea, o meglio la aerofotografia stereoscopica. Si tratta di una tecnica che permette di rappresentare il territorio in tutti i suoi particolari planimetrici e altimetrici. Il primo volo di questo tipo, a copertura totale della Toscana, risale al 1978. Da allora sono stati realizzati molti altri voli, completi o parziali, a quote diverse in funzione della scala cartografica e delle zone del territorio che si voleva rappresentare. Dal 2007 si rinnova con cadenza triennale la fotografia completa della Toscana grazie ai voli appaltati dal Servizio regionale o provenienti da altre amministrazioni pubbliche. Sono fotografie scattate da quote medio basse e basse che permettono di riprodurre i particolari topografici in scala 1:10000 (1 mm sulla carta corrisponde a 10 m nella realtà), sufficiente per garantire una alta qualità per gli usi normati dalle leggi sulla pianificazione del territorio. Se i Comuni o altri enti necessitassero però di una maggiore risoluzione la Regione realizza per loro una cartografia più ricca di dettagli in scala 1:2000 (1 mm sulla carta corrisponde a 2 m nella realtà); negli anni, a questa scala di dettaglio sono state allestite cartografie su tutte le aree più urbanizzate della regione, corrispondenti a circa il 20% della sua superficie. Oltre a realizzare la cartografia, con gli stessi fotogrammi aerei vengono prodotte le cosiddette ortofotocarte, cioè fotografie aeree ortorettificate, sul modello digitale del terreno, con delle tecniche in grado di minimizzare le deformazioni delle immagini fotografiche.
 
Un ricco repertorio
Per comprendere meglio la ricchezza del patrimonio foto-cartografico regionale costruito in oltre trent'anni di attività, conservato e da sempre reso disponibile all'uso e alla grande consultazione pubblica, la Regione ha pubblicato in formato pdf un Repertorio aerofotogrammetrico che propone una sezione del vasto ed articolato catalogo di dati territoriali, archivi e geodataset disponibili.
 
Il paradosso di Borges
Inutile dire che una mappa in scala 1:1 non può esistere, e, se avete tempo e siete appassionati al tema, vi suggeriamo di leggere la Storia universale dell'Infamia di Jorge Luis Borges che contiene il noto paradosso: "...In quell'Impero, l'Arte della Cartografia giunse a una tal Perfezione [...] i Collegi dei Cartografi fecero una Mappa dell'Impero che aveva l'Immensità dell'Impero e coincideva perfettamente con esso. Ma le Generazioni Seguenti, meno portate allo Studio della cartografia, pensarono che questa Mappa enorme era inutile e non senza Empietà la abbandonarono all'Inclemenze del Sole e degl'Inverni." Nel momento in cui realizza la mappa, l'impero diventa irrappresentabile.
 
La licenza Creative Commons
Ogni dato cartografico ricavato dal fitto reticolo di voli sulle nostre teste viene poi collaudato dal Servizio geografico toscano dal punto di vista del contenuto tematico, geometrico e informatico. Ogni dato è messo a disposizione sul sito della Regione solo e soltanto quando ottiene la validazione della cartografia nel rispetto dei protocolli standard. Gli utenti interessati - pubblici e privati - possono così visualizzare, interrogare o scaricare a piacimento ciò che vogliono sia nel formato vettoriale, utile per le applicazioni Gis e Cad, sia in formato raster per la stampa tradizionale. Il tutto con licenza Creative Commons in linea con le teorie più innovative sul diritto d'autore che permettono la successiva rielaborazione con il solo vincolo della citazione della fonte primaria, cioè la Regione. La cartografia toscana è infatti ormai tutta digitalizzata, tutti i database sono aperti e disponibili gratuitamente sia sul sito Open data della Regione, che dalla pagina dedicata alla cartografia.
 
I dati sono open
Quella degli open data, del codice aperto e del software libero è una grande rivoluzione che l'Europa e l'Italia stanno vivendo con le iniziative legate alla Direttiva INSPIRE e all'Agenda Digitale, e su cui la Regione Toscana cerca di svolgere un ruolo attivo. Si pensi ad esempio all'Accordo stipulato con l'Associazione GFOSS per la diffusione di software geografico libero e a codice sorgente aperto presso le Pubbliche Amministrazioni della Toscana. In termini di sburocratizzazione, semplificazione, ma anche di contributo alla creatività - chi avesse bisogno di una mappa fatta bene e gratuita della Toscana per creare una applicazione per smartphone, la prenda! - si tratta di un vero e proprio volano per la crescita economica. Oltre che essere scaricabili e utilizzabili offline le cartografie e le ortofotocarte sono disponibili, e quindi usabili, anche online tramite servizi basati sul web (WMS).
 
Il Terraflyer
Per favorire la divulgazione geografica, soprattutto nelle scuole ma non solo, al settimo piano di Novoli hanno creato anche un software di volo virtuale, rapido, veloce e ricco di funzionalità chiamato TerraFlyer. Un'applicazione che permette di immedesimarsi in un pilota d'aereo in volo sopra le bellezze della Toscana per scoprire così mille dettagli che nessun testo e nessuna mappa bidimensionale potrà mai farvi vedere. Provate ad esempio a lanciarvi come una goccia nella sorgente dell'Arno sul monte Falterona e navigare il percorso del fiume scoprendone gli angoli più reconditi fino a tuffarvi nel Tirreno a Bocca d'Arno. Oppure fiondatevi sulle Alpi Apuane e scoprire quanta bellezza inaspettata si possa godere dal Pizzo d'Uccello o dalla Cima di Bozzarello.
 
Le collaborazioni
Da un paio d'anni il Servizio regionale dispone anche delle competenze in materia di cartografia geologica e pedologica. Le problematiche del dissesto idrogeologico, delle alluvioni, della desertificazione, delle modifiche d'uso delle aree agricole, anche di quelle più pregiate - sono in corso gli approfondimenti conoscitivi per la produzione della carta pedologica della piana fiorentina - creano sempre nuove sfide di conoscenza, che la Regione cerca di cogliere lavorando insieme ai centri di eccellenza del mondo accademico e della ricerca come ad esempio accade con le collaborazioni con il Consorzio Lamma e il CNR, o con il Centro Interuniversitario di Scienze del Territorio. In questo ambito la Regione renderà presto disponibile un Continuum Geologico Territoriale insieme ad un aggiornamento della banca dati forse tra le più interessanti, stante le caratteristiche del nostro territorio: quello delle frane. Con Emilia-Romagna, Marche e Umbria la Toscana sta lavorando anche ad un Continuum Geologico interoperabile, in termini di legenda e caratteristiche, per i territori delle singole regioni. Tra le collaborazioni attivate anche quella con il CISIS, con il Politecnico di Milano, con l'Agenzia delle Entrate per ricevere e poi smistare ai Comuni i dati catastali.
 
Una mole di dati impressionante
L'informazione geografica interessa sempre più persone. La maggior parte dei "clienti" sono per lo più funzionari pubblici, tecnici, ricercatori, studenti, ma anche singoli cittadini che si interessano alle decisioni che la pubblica amministrazione assume in materia di pianificazione e governo del territorio e che sono rappresentate direttamente sulla cartografia regionale. Da loro arrivano molti contatti tutti i giorni, è per questo che il gruppo di lavoro di oltre 20 persone del Servizio cartografico è molto orgoglioso delle statistiche di accesso ai propri prodotti. Le pagine dei numerosi portali cartografici attivi vengono viste fino a 3 milioni e seicentomila volte in un mese da circa 20 mila utenti unici che compiono in media 150 operazioni per sessione per un totale di oltre 120.000 accessi e 6 Giga di file open data scaricati ogni giorno. Dati ricchi e confortanti, dice il responsabile dei rilevamenti aerei e della mappatura cartografica del territorio regionale che, quotidianamente, cura l'aggiornamento dei dati e l'infrastruttura web che sta alla base dei servizi offerti. Una mole di dati e di operazioni impressionante, basti pensare a come sarebbe stata svolta solo qualche anno fa senza l'ausilio dell'informatica.
 
Appuntamento ad ottobre a Firenze
Da sempre la Comunità Europea sottolinea che in materia di territorio e di ambiente, di risorse e criticità, si decide sulla base di conoscenze insufficienti, inadeguate, non aggiornate, e soprattutto non condivise, non accessibili. E sollecita gli enti pubblici a rendere più trasparenti i processi decisionali anche, e forse soprattutto, condividendo quegli stessi quadri conoscitivi su cui si basano le scelte. Come visto la Regione Toscana ha accolto al meglio queste sfide alla trasparenza e all'apertura e alla condivisione. E allora scaricate e utilizzate al meglio anche voi le carte ed i dati geografici della Toscana: per curiosità, per passione, per conoscere il vostro territorio, perché lo richiede il vostro lavoro, e perché no? per fare impresa. E se volete conoscere di persona chi ci sta dietro... l'occasione è a ottobre, quando dal 14 al 16 si svolgerà a Firenze la conferenza delle Associazioni scientifiche per le informazioni territoriali e ambientali (Asita) che farà il punto sulle grandi innovazioni nel settore dei dati geografici.
 
***
 
Post scriptum
L'auspicio è che questa Storia della domenica possa avervi offerto la possibilità di comprendere il senso di un servizio pubblico importante per la comunità come quello geografico e cartografico. Se siete dei neofiti e la materia vi appassiona, se volete approfondire le vostre conoscenze vi suggeriamo la lettura di alcuni testi - da quelli per bambini a quelli scientifici - utili ad capire meglio la cartografia.
 
Cartografia critica - Attraverso l'analisi scientifica sono esaminati i momenti topici del passaggio da una cartografia istituzionale, creata dalle istituzioni, a una cartografia aperta, prodotta dai cittadini. Casti E., Cartografia critica. Dal topos alla chora, Milano, Guerini Associati, 2013.
 
Cartografie del tempo - Cartografie del tempo è la prima storia completa delle rappresentazioni grafiche del tempo in Europa e negli Stati Uniti dal 1450 a oggi. Dai manoscritti medievali fino all'era di Internet, il volume prende in considerazione una vasta gamma di linee temporali che con le loro forme danno vita a interessanti narrazioni. Rosenberg D., Grafton A., Cartografie del tempo. Una storia della linea del tempo, Torino, Einaudi, 2012.
 
I mappamondi virtuali - Il volume è dedicato ai mappamondi virtuali come Google Earth o World Wind della NASA correntemente utilizzati sia per la didattica che per la ricerca scientifica. Favretto A., I mappamondi virtuali, Bologna, Patròn Editore, 2009.
 
Il Mazzo delle carte - Il libro racconta il lavoro che ha portato all'informatizzazione del ricco patrimonio di cartografia storica e fotografie aeree d'epoca conservato nell'archivio dell'Istituto dei Beni Culturali dell'Emilia-Romagna che permette di ricostruire i principali cambiamenti del paesaggio e delle città negli ultimi tre secoli. Di Cocco I, Pezzoli S., Il Mazzo delle carte, Bologna, Editrice Compositori, 2012. 
 
La cartografia dall'antichità fino al XVIII secolo - n'opera che racconta l'influenza delle scoperte geografiche e scientifiche nella rappresentazione dei luoghi. Dalla semplice e schematica rappresentazione dei luoghi alle forme cosmografiche del medio evo fino alla nascita degli Atlanti, un avvenimento fondamentale per la conoscenza cartografica. Monti C., La cartografia dall'antichità fino al XVIII secolo, Sant'Arcangelo di Romagna (RN), Maggioli Editore, 2011.
 
La cartografia moderna - Dalla forma della Terra alle carte moderne con le loro proiezione con particolare attenzione alla cartografia nazionale dopo l'unità d'Italia, con tanti esempi: dalle proiezioni usate dal Catasto alle mappe usate per il progetto esecutivo della galleria del Brennero. Monti C., La cartografia moderna. Con particolare riferimento all'Italia, Sant'Arcangelo di Romagna (RN), Maggioli Editore, 2011.
 
Le carte geografiche - Un'opera in grado di illustrare i concetti base, le tecniche di costruzione, le modalità d'uso e l'evoluzione storica delle carte geografiche fino ad arrivare alla descrizione delle principali caratteristiche della cartografia in formato digitale. Mazzanti R., Le carte geografiche. Teoria e storia, Ghezzano (PI), Felici Editore, 2012.
 
Mappe - Un Atlante ottimamente disegnato con cui i bambini possono esplorare le meraviglie e gli angoli più nascosti della Terra, 51 mappe che raccontano la storia, gli usi e costumi, i personaggi famosi, le piante e gli animali, i piatti e tutto ciò che contraddistingue ogni paese. Mizielinscy A., Mizielinscy D., Mappe, Milano, Electa, 2013.
 
Per descrivere il territorio - Il volume riproduce materiale proveniente dall'Accademia dei Georgofili e dall'Istituto Geografico Militare e presenta le diverse prospettive della descrizione del territorio: gli studi finalizzati al miglioramento agricolo e alle bonifiche, l'evoluzione delle tecniche di rappresentazione cartografica, le descrizioni di naturalisti, viaggiatori e geografi. Accademia dei Georgofili, Per descrivere il territorio. Agronomi, cartografi, naturalisti, viaggiatori nella Toscana tra XVIII e XX secolo, Firenze, Edizioni Polistampa, 2013.

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Le Storie della Domenica

'Le Storie della Domenica', è il nome della nuova rubrica prodotta dalla redazione di Toscana Notizie a partire dall'8 dicembre 2013.

L'obiettivo è quello di raccontare, al di là dell'attualità politica e amministrativa quotidiana, la complessità della Regione Toscana, un ente nelle cui strutture lavorano oltre 2.350 persone che scrivono leggi, gestiscono contratti e fondi europei, nazionali e regionali; dipendenti pubblici che si occupano di temi e procedure tra i più diversi, tutti con una ricaduta diretta sulle 3 milioni e settecentomila persone che vivono in Toscana: dalla sanità pubblica alla protezione civile, dal trasporto pubblico locale ai bandi per le imprese, dall'assetto del territorio alla cultura.

La rubrica dà conto di questo impegno con cadenza settimanale e in forma multimediale e, in omaggio ad una esigenza di trasparenza e di riconoscimento del lavoro svolto, cercherà di alzare il sipario su una realtà spesso poco conosciuta.

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