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Rogo a Prato, il presidente della Regione: rafforzare il dialogo con la comunità cinese

18 maggio 2014 | 13:35
Scritto da Barbara Cremoncini
 


FIRENZE – Un nuovo rogo nel Macrolotto di Prato nella stessa area del capannone dove hanno trovato la morte, a dicembre, sette cittadini cinesi. E' una tragedia fotocopia che ci ricorda che, in quest'area, c'è un bubbone da estirpare, che ha due facce: l'illegalità delle condizioni di vita dei lavoratori e la rendita dei capannoni che, anche in questo caso, è riconducibile a proprietari italiani. 
 
E' questo il commento a caldo del presidente della Regione sull' incendio che stamani è divampato nel capannone dell'area industriale. 
 
E' su queste due facce dell'illegalità e della rendita, continua il presidente, che dobbiamo agire, proseguendo con forza nella direzione che abbiamo intrapreso. E' un impegno, spiega, che si deve basare sul dialogo e la collaborazione. Contrariamente a chi propone di sospenderlo è proprio sul coinvolgimento di tutti i protagonisti, a partire dalla comunità cinese e dal Consolato cinese - con cui la Regione ha avviato un dialogo concreto - che dobbiamo cominciare per risolvere il problema dei dormitori in cui divampano i roghi per l'assenza di regole minime di igiene e sicurezza. 
 
Per questo la nostra task force di mediatori linguistici e di 50 tecnici della "prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro" si è messa al lavoro.
 
Un intervento basato solo sulla repressione non serve e non dà risultati. Per questo la Regione ha voluto attorno allo stesso tavolo - che si è insediato e ha già svolto molti incontri tecnici - anche il consolato cinese. Questo è anche il risultato degli intendimenti e delle valutazioni svolte assieme al Presidente Giorgio Napolitano nell'incontro al Quirinale lo scorso 14 marzo.   
 
Al Consolato cinese il presidente rinnova l'appello a schierarsi con ancora più forza dalla parte della legalità e della parte sana della comunità e delle imprese cinesi di Prato e di sostenere il lavoro delle istituzioni e delle associazioni di categoria per far emergere il lavoro e l'imprenditoria dalla clandestinità e dall'evasione. 
 
Solo con un'intesa ufficiale e con un dialogo costante - con la condivisione delle responsabilità - sarà possibile trovare una soluzione ai molteplici problemi, di cui abbiamo ormai piena consapevolezza: i capannoni dormitorio, la responsabilità dei proprietari degli immobili, le emergenze urbanistiche e sociosanitarie. 
 
La Regione si pone e sarà il punto di riferimento per una soluzione coordinata e condivisa. La Toscana non può più permettersi di risvegliarsi con altri roghi come quello di oggi. 

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