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Numeri

22 gennaio 2019 | 12:30
Scritto da Walter Fortini
 


I numeri, si dice, sono freddi. Non raccontano le storie. Non hanno un volto. Ma le tragedie (e le stragi) si misurano sui numeri, che possono essere anche immensi, come quelle di Auschwitz. Numeri che danno le vertigini e che messi in fila fanno davvero rabbrividire. Eccoli.

1 milione e 310 mila
Sono i deportati, compresi quelli di Birkenau, il campo di lavoro di Monowitz ed un'altra quarantina di piccoli sotto campi. Forse furono anche di più.. Di loro 1,1 milioni sono ebrei, tra 140 e 150 mila polacchi, 20-25 mila rom e sinti, 15 mila russi e 25 mila di altre etnie. Ma sono solo stime, per difetto spesso. Perché molti documenti sono stati distrutti.

800
In ottocento, in cinque anni, provarono a fuggire da Auschwitz e dai suoi sottocampi. In appena 144 ci riuscirono. La fuga più spettacolare fu quella di quattro polacchi che si travestirono da soldati tedeschi e fuggirono con una loro auto. La fuga (non riuscita) più commovente è quella, forse, di una polacca e di un belga, che ad Auschwitz si conobbero ed innamorarono. Fuggirono per amore, nella speranza di poter progettare una vita insieme, ma furono ripresi (e uccisi) dopo due settimane.

230 mila
E' la stima dei bambini deportati ad Auschwitz: 211 mila erano ebrei. Si salvarono in circa 600.

700
I bambini nati all'interno del campo di Auschwitz: si salvarono in 46.

728
Tanti furono i primi ad arrivare il 14 giugno 1940 nel campo di Auschwitz. Erano tutti prigionieri politici polacchi. Molti erano giovani, esponenti di un'elite che i nazisti volevano annientare. Ogni pretesto per l'arresto era buono: l'aver baciato una ragazza tedesca ad esempio, o l'aver maltrattato un cavallo. Altri furono deportati per fare spazio alla colonizzazione tedesca di intere regioni annesse. Altri ancora erano esponenti della chiesa polacca.
Il primo convoglio dall'Italia, da Roma, arrivò il 23 ottobre 1943. C'erano sopra più di mille deportati.

15-20
Erano i minuti necessari per morire, d'asfissia, nelle camere a gas. Una morte atroce, con le persone che si arrampicavano le une sulle altre alla ricerca di aria, congelate dalla morte come statue tra mille spasmi.

40.000
I deportati dall'Italia ad Auschwitz. Di questi 8.369 furono ebrei. Morirono in 37 mila.

2 milioni
Di tutti è il numero meno cupo. Anzi, è quello che riaccende una speranza. Due milioni sono le persone che nel 2016 hanno visitato il museo di Auschwitz. Più dell'anno prima e di quello prima ancora. I più numerosi sono polacchi ed è scontato: ce l'hanno in casa. Ma dopo americani e visitatori di lingua inglese, gli italiani sono comunque i più numerosi: 145 mila. Conterà forse la visita anche del Papa. "Un tempo c'erano comunque nel corso dell'anno periodi più morti di altri, come novembre e dicembre, ed oggi non più" racconta una guida.  E tra tutti i visitatori i giovani sono la stragrande maggioranza, il 70 per cento.  


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