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10 giugno
15:20

Attrazione investimenti, accordo tra Regione Toscana e Corpo Consolare di Firenze

Attrazione investimenti, accordo tra Regione Toscana e Corpo Consolare di Firenze

FIRENZE – Un protocollo d'intesa per avviare un percorso di cooperazione e collaborazione tra la Regione Toscana ed il Corpo Consolare di Firenze con l'obiettivo di promuovere l'immagine della Toscana nel mondo e sviluppare opportunità di partenariato sui temi della cooperazione internazionale, dell'internazionalizzazione d'impresa, dell'attrazione investimenti dall'estero e della promozione turistica.

Su questi temi la Regione assicurerà il proprio sostegno alle iniziative promosse dai singoli Consolati e dal Corpo Consolare per favorire una migliore conoscenza dei Paesi esteri rappresentati in ambito regionale. La collaborazione servirà anche a diffondere la conoscenza dell'ufficio della Regione "Invest in Tuscany" specializzato nell'assistenza alle multinazionali interessate ad investire in Toscana.

Da parte sua, il Corpo Consolare si impegnerà a promuovere l'immagine, la storia, la cultura e le potenzialità economiche della Toscana presso le amministrazioni e gli organismi che hanno sede nello Stato cui ciascun console appartiene.

L'accordo è stato firmato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione Toscana,  dal presidente Enrico Rossi e dal console delle Filippine Fabio Fanfani. 

L'esperienza della Toscana

La Toscana è una delle regioni italiane che più riesce ad attrarre investimenti dall'estero. Come emerge da rilevazioni di Invest in Tuscany (su dati fdi Markets-Financial Times) nell'ultimo quinquennio la Toscana, dopo Lombardia e Lazio, risulta essere la terza regione per investimenti diretti esteri. In particolare si sono realizzati 68 progetti di investimento nel 2016, 86 nel 2017 e 92 nel 2018, per oltre 2 miliardi di euro di spese in conto capitale. Negli ultimi tre anni sono stati sottoscritti circa 30 protocolli d'intesa tra Regione, amministrazioni locali ed imprese volti a facilitare investimenti di natura produttiva sul territorio toscano.

L'efficacia delle azioni della Regione nell'attrarre investimenti è stata riconosciuta a livello nazionale. La Toscana è stata la prima regione italiana a firmare un protocollo di collaborazione sul tema con MISE ed ICE. Un analogo protocollo è stato siglato con Confindustria nazionale e regionale. Un rappresentante toscano siede, a nome delle Regioni, nel Comitato interministeriale attrazione Investimenti

Invest in Tuscany

Costituito nel 2010 come ufficio di supporto agli investitori in seno alla Presidenza, il settore attrazione investimenti della Regione Toscana affianca alle funzioni di "one-stop-shop" nei rapporti tra PA ed investitore un'attività continuativa di contatto con le aziende già localizzate in regione ("aftercare") e di ricerca diretta di nuovi investitori. Il settore si avvale, nella sua attività, di alcuni network operanti sul territorio regionale e nazionale, sia di natura pubblica (Anci,  Comuni toscani) che privata (professionisti e società di consulenza).

L'Italia è vista all'estero come un paese relativamente poco attrattivo (causa problemi come peso della burocrazia, tempi giustizia civile, carico fiscale, ecc). Partendo dalla consapevolezza di tale debolezza, la Toscana è impegnata a proporre azioni positive. La prima, la più importante è farsi parte attiva nell'assecondare i processi di investimento, conducendo per mano gli investitori fino al buon esito del processo. 

Multinazionali presenti in Toscana

In Toscana sono presenti 714 società appartenenti a 509 gruppi a controllo estero (59% Ue, 17% America settentrionale, 9% Asia orientale).
A livello settoriale il 29% appartiene al manifatturiero, il 20% al commercio all'ingrosso.
In totale le società a controllo estero generano oltre 25 miliardi di euro di fatturato ed impiegano quasi 56.000 addetti.
In termini di numerosità di imprese il primo Paese investitore è la Francia (120), seguita da Stati Uniti (115) e Germania (80).
In termini di fatturato i primi sono gli Stati Uniti (oltre 9 mld euro), seguiti dalla Francia (quasi 6 mld) che invece guida la classifica degli addetti con oltre 13.000 (sia pure di poco sugli USA).