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26 gennaio
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Cani a Scuola: succede a Scandicci

Cani a Scuola: succede a Scandicci

Una bella storia, nata pi di ottant'anni fa. Quasi 85 per la precisione. Era infatti il 1929 quando l'Unione Italiana Ciechi di Firenze decise di creare un centro dove allevare e addestrare cani che sarebbero poi diventati guide per persone che avevano perso la vista. La sede era a Firenze, in via del Gignoro, allora aperta campagna. Cos come lo era la zona che ospita attualmente la Scuola Nazionale Cani Guida per ciechi, a Scandicci. Nel 1962 infatti l'Unione Italiana Ciechi decise di acquistare Villa Martini per farne la nuova sede. Giorgio La Pira, allora sindaco, don alla Scuola tutta l'area 'tecnica', ovvero quella dove alloggiano i cani. La propriet del complesso e della Scuola pass alla Regione nel 1979. In tutti questi anni da questa realt , praticamente unica in Italia, sono usciti circa 3.600 cani che hanno cambiato la vita, le abitudini, il modo di muoversi e anche di pensare di altrettante persone non vedenti.

>>> Il sito della Scuola

Weminne, Edda e Iris, i pionieri della Scuola

"I primi tre cani ci dice uno dei responsabili tecnici, Massimo Baragli vennero consegnati proprio nel 1929. I loro nomi erano Weminne, Edda e Iris. Le attivit principali della Scuola restano l'allevamento e l'addestramento di cani per non vedenti. Ma nel corso degli anni sono stati avviati altri progetti, per dare supporto ad altri tipi di disabilit ". Dopo una fase di sperimentazione, pet therapy e assistenza a persone con disabilit motoria hanno arricchito i servizi offerti dalla Scuola.

 

"Negli ultimi 10-15 anni continua Baragli - il mondo della cinofilia ha subito tanti cambiamenti, a cominciare dalle tecniche di addestramento. Piano piano abbiamo cominciato a prendere in considerazione altre forme di utilizzo sociale del cane: dal 2006 sono stati avviati i primi progetti di pet therapy e due anni pi tardi anche quelli per dare ausilio a disabili motori in collaborazione con la Asl 10 Firenze. Il nuovo regolamento, approvato nel 2013, ha formalizzato l'allargamento della nostra attivit . Inoltre una parte della Scuola verr ristrutturata per ricavarne un appartamento che sar utilizzato da persone non vedenti per sviluppare percorsi di autonomia". La pet therapy l'attivit pi richiesta e viene svolta in ospedali, residenze per anziani, centri di riabilitazione. "Lavoriamo con anziani affetti da Alzheimer racconta Alessandro Vestri, che insieme a Saro Fusi e Serena Magnani si occupa di queste attivit - o che abbiano problemi di mobilit , con ragazzi autistici. Il cane aiuta, stimola a fare qualcosa. Non una vera e propria terapia ma una co-terapia, si integra con le altre seguite dal paziente. Ci sono tante richieste ma il problema sono i costi". La Scuola, in questi percorsi, collabora con la Fondazione Stella Maris e la Facolt di Veterinaria dell'Universit di Pisa.

A 20 minuti dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella

Per raggiungere la Scuola, da Firenze, si pu prendere la linea 1 della tramvia. Ai 10-15 minuti che occorrono dal capolinea della Stazione di Santa Maria Novella fino alla fermata De Andr -Ciliegi, ne vanno aggiunti altri cinque a piedi per arrivare alla grande villa con i muri gialli. Gi al cancello si sentono i primi cani abbaiare. Ad accoglierci, oltre a Massimo Baragli e all'altro responsabile tecnico Corrado Migliorucci, c' Mariolino, un giovane labrador. "Sta 'studiando' per fare pet therapy ci confida l'assegnataria, Beatrice - un giocherellone, pi vivace dell'altro cane che ho in affidamento, Olga, anche lei labrador". Neanche il tempo di presentarci che Beatrice racconta la sua storia. "Il primo cucciolo l'ho preso 4 anni fa. Ho conosciuto la Scuola tramite mia suocera e, avendo un gran desiderio di avere un cane, stato un modo molto naturale per entrare in contatto con questo mondo". Mariolino corre sul selciato della Scuola, fa un girotondo intorno alla statua che lo scultore Giancarlo Buratti, versiliese di Pietrasanta, ha donato alla Scuola nel 1996. "Il piacere di avere un cane e crescerlo dice ancora Beatrice - superato dalla gioia di donarne molta di pi a persone pi sfortunate. Ovvio che ti affezioni tantissimo perch vivi con loro il periodo pi divertente, quando sono piccoli. Per sai fin dall'inizio che il cane non tuo, che un giorno dovrai riconsegnarlo alla Scuola e che il tuo contributo sar utile ad altri. E questo ti riempie di orgoglio".

>>> Prenotazioni visite: 055/4382850 o scuola.cani.guida@regione.toscana.it

Ai giochi di Mariolino si uniscono Rebecca, fattrice labrador affidata a Patrizia, e Orsa, una golden retriever che sotto la cura di Valdemaro. "Ho saputo della Scuola dice Patrizia - leggendo un trafiletto su un quotidiano. Cercavano affidatari per i nuovi nati. Ho fatto il colloquio ed iniziata un'esperienza bellissima. Crescere un cucciolo e sapere che diventato un cane guida ti da una soddisfazione immensa". "Orsa fa pet therapy racconta invece Valdemaro ma ho anche Abby, anche lei golden, che invece far la guida. Tutto cominciato per caso, nel 2001. Mia figlia pi piccola visit la Scuola e port a casa un libretto, che mi incurios . Prendere un animale e introdurlo in casa fu anche un modo per far superare all'altra figlia un piccolo incidente, avuto con un cane ai giardini. Il primo stata Isotta, poi ne son venuti altri. La separazione alla fine dell'anno di affidamento dura, ma sappiamo di aver svolto un compito importante". Vanda invece il cane che aiuta Elena, cieca dal 2007 a causa di una malattia. "All'inizio usavo il bastone, poi ho scoperto la Scuola. Ho fatto domanda e ed arrivata Wanda che per me molto di pi di un bastone. Con il bastone le persone si spostavano e io per capire dove fosse l'ostacolo molte volte dovevo sbatterci contro. Wanda invece, oltre a tutta la parte affettiva, ha due occhi. Eppoi adesso nessuno si scansa, anzi tutti vogliono accarezzarla, coccolarla".

Con l'affidamento dei cani inizia il percorso educativo

La Scuola ha un proprio allevamento. I cuccioli vengono dati in affidamento alle famiglie che ne fanno richiesta, per un anno. In questo momento la Scuola pu contare sull'aiuto di una sessantina di famiglie. Durante il periodo di affidamento i cani devono imparare a sapersi comportare in tutte le situazioni, a non aver paura di tutto quello che normalmente pu capitare camminando in citt . "La fase di socializzazione ed educazione fondamentale spiega Simona Lotti che cura questa fase delicata- va fatta nel modo giusto per non vanificare il percorso di affidamento. Gli affidatari vengono scelti con un colloquio e devono avere molto tempo a disposizione da dedicare al cane. La Scuola assiste gli affidatari in tutto: ciotola, cibo, cure veterinarie, medicinali, collari, guinzaglio e tutto quello che possa essere utile al cane". La Scuola ogni anno addestra e consegna 24 cani. "Anche se poi chiarisce Corrado Migliorucci - i cani affidati alle famiglie sono di pi perch vanno considerati anche quelli che faranno pet therapy e ausilio a disabili motori. Le razze pi adatte alla guida sono labrador e golden retriever. Fino a 2 mesi i cuccioli restano con noi, dopo li sottoponiamo a test per vedere se sono cani predisposti ad un certo tipo di attivit . Il periodo cruciale ci dice ancora Corrado quello fino ai 4-5 mesi: il cucciolo viene abituato a determinate situazioni e a non averne paura, anche quando sar adulto". Ogni mese, durante l'affidamento, il cane rientra alla Scuola per una settimana. "Per abituarsi al distacco sottolinea ancora Corrado - e per imparare a stare con altri. Trascorso l'anno per il cane inizia l'addestramento di 6 mesi, progressivo dal punto di vista della difficolt delle attivit , perch l'animale deve rispondere a tutti i comandi del non vedente. Negli ultimi 2 mesi il lavoro viene personalizzato rispetto al tipo di lavoro che lo attende e a chi lo avr in consegna. Per il non vedente molto importante l'aspetto relazionale con l'animale: deve accarezzarlo, premiarlo, riservargli attenzioni. Il primo controllo dopo un anno dalla consegna, o prima, se sorgono problemi. Di lui vogliamo sapere tutto: come si comportato, stato di salute, come viene trattato. anche per questo conclude Corrado che il cane resta sempre di propriet della Scuola: qualora non dovesse essere trattato bene, possiamo riprenderlo in ogni momento. Ma anche perch , alla fine della sua 'carriera', vogliamo dargli una sistemazione adeguata".

>>> Si pu sostenere l'attivit della Scuola attraverso donazioni in denaro, attrezzature utili allo svolgimento del servizio, lasciti, legati, eredit .