18 gennaio 2017
17:35

Da missionario a carnefice delle SS

THOMAS HARDING Il comandante di Auschwitz NEWTON COMPTON EDITORI

Non sar un capolavoro, per un libro che ti prende per mano, per accompagnarti attraverso l'orrore pi indicibile della storia che abbiamo alle spalle, fino al ciglio dell'estrema miseria e dell'estrema grandezza dell'uomo, l dove sembra di scorgere una possibilit di risposta a ci che in effetti rester sempre mistero, doloroso mistero.

E' questo che succede leggendo Il comandante di Auschwitz di Thomas Harding, libro che racconta la vita in parallelo del criminale nazista Rudolph Hoss e dell'ebreo tedesco che, con la divisa dell'esercito inglese, alla fine della guerra riusc a catturarlo.

Storia appassionante, coinvolgente, anche quella del cacciatore di nazisti. Ma come distogliere lo sguardo dal comandante di Auschwitz, dall'abisso senza fondo di un uomo che si reso responsabile della morte di milioni di altri uomini, senza fare una piega, con la convinzione del lavoro fatto e fatto bene?

Rudolph Hoss, che voleva fare il missionario e fin per arruolarsi nelle SS. Che sognava una fattoria in campagna e volle un orto e un giardino per la sua casa con vista sui forni crematori. Che la sera tornava a casa dalla routine del massacro e leggeva fiabe ai bambini.

Rudolph Hoss, che con le sue confessioni dopo la cattura forn prove decisive per inchiodare altri criminali nazisti, prima di essere impiccato in Polonia, in quello stesso lager di cui era stato comandante e boia.

Raccont molto di s , Rudolph Hoss, ma nessuna parola che possa davvero illuminare ci che davvero lo ha fatto diventare ci che stato.