19 gennaio 2015
22:08

La scuola che unisce

Su questo  treno ci sono anche Alex e Sumi, giovani Sinti di Prato, che ai loro coetanei raccontano della loro esperienza a scuola. Non alle elementari, non alle medie, ma alle superiori: perch ci sono anche Sinti che vanno avanti negli studi.

Dice Alex: "A un certo punto ho detto ai miei compagni di studio che ero Sinti, perch volevo invitarli a casa, studiare insieme. Da quel momento mi sono accorto che se c'era una discussione era meglio se stavo zitto".

Dice Sumi: "Appena l'hanno saputo hanno cominciato a scansarmi. Mi sono trovato solo".

E' triste questa scuola, che separa invece che unire, anche se chiaro che questo il risultato di una storia che viene da lontano. Del resto anche ai tempi della persecuzione razziale nei lager non c'era solo Hitler, ma anche una popolazione silenziosa e disposta a lasciarsi convincere dai peggiori pregiudizi.

Meno male che poi c' una domanda che fa bene, di una ragazza di Castelnuovo Garfagnana: "Abitiamo in una piccola citt , come facciamo a conoscervi meglio?"

Altre domande, buone domande, che il Treno della Memoria mette in movimento.