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28 giugno
10:27

Quattro milioni per non lasciare indietro nessuno e dare a tutti sicurezza

Quattro milioni per non lasciare indietro nessuno e dare a tutti sicurezza

FIRENZE – La Toscana non sarà terra di ‘invisibili' e non lascerà indietro nessuno. E' già in commissione in Consiglio regionale la legge sui ‘diritti samaritani", proposta dalla giunta nei mesi scorsi per garantire a tutti tutela sanitaria, una buona alimentazione e un ricovero: anche ai cinquemila a cui (solo in Toscana) il decreto Salvini sulla sicurezza rischia di togliere assistenza, producendo paradossalmente più insicurezza.

Intanto, mentre la proposta di legge proceda secondo il suo iter, la giunta ha approvato una delibera che fissa gli indirizzi di un prossimo avviso pubblico per la presentazione di progetti di integrazione e coesione sociale e per la tutela dei bisogni essenziali delle persone. Potranno partecipare enti pubblici, istituzioni e soggetti del Terzo settore, ovvero Comuni, Unioni di Comuni, Città metropolitana, Province, Società della salute, Aziende sanitarie locali e altri enti, Cooperative sociali e loro consorzi, associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale ed altre articolazioni del Terzo settore o chiunque persegua finalità sociali o di inclusione sociale. I progetti potranno essere presentati singolarmente o in forma associata. La Regione Toscana ha messo a disposizione 4 milioni di euro, con cui finanziare fino al 90 per cento di ogni singolo progetto. Al resto ci dovrà pensare, con risorse proprie, chi lo propone.

"Il fenomeno migratorio si affronta in due modi – spiegano il presidente della Toscana Enrico Rossi e l'assessore all'immigrazione Vittorio Bugli – Lo si fa con politiche di accoglienza, rivolte a profughi e richiedenti asilo, e con politiche di integrazione, per chi vive in Toscana con un regolare permesso di soggiorno".

La sfida è sperimentare forma innovative di welfare di comunità per l'offerta e la messa a disposizione di alloggi, per la crescita delle competenze e l'inserimento lavorativo, per l'inclusione sociale e la tutela dei diritti in favore delle persone e delle famiglie che si trovano in uno stato di particolare precarietà sociale.

Saranno finanziati, sotto forma di progetti pilota, interventi di accoglienza temporanea, di accompagnamento all'autonomia e al pronto intervento sociale, attività di orientamento e di consulenza a carattere giuridico-legale, attività di orientamento ai servizi e di crescita della competenze.

I progetti dovranno insistere su un'area pari almeno alla zona-distretto. Saranno premiati quelli che si inseriranno in modo armonico e complementare nella rete dei servizi già attivi, i progetti con un focus specifico su richiedenti asilo e rifugiati e altri cittadini stranieri in situazioni di vulnerabilità, quelli promossi da partenariati, collegati ad altri interventi regionali, che insistono su territori dove sono già in essere altri progetti pubblici dedicati ad accoglienza e inclusione e che comprendono il coinvolgimento delle comunità locali.

Ai soggetti diversi dagli enti pubblici si richiederà un'esperienza pregressa di almeno tre anni nelle gestione di progetti in ambito sociale, con particolare riferimento al settore dell'immigrazione, e di avere una sede nel territorio dove andranno ad operare.

I numeri degli stranieri

Ma quanti sono realmente gli stranieri presenti in Toscana? All'inizio del 2018 i residenti erano poco meno di 410 mila: neppure l'11 per cento di tutta la popolazione della Toscana. Un valore superiore alla media nazionale, ma con una tendenza alla crescita che negli ultimi anni si è attenuata.. Quasi un terzo viveva nella provincia di Firenze. Svettano i rumeni (20,7%), seguiti da albanesi (15,3%) e cinesi (12,8%).

I cittadini che provengono da fuori la comunità europea sono la maggioranza - complessivamente oltre 305 mila -, e per due terzi (66,9%) dispongono di permessi di soggiorno di durata illimitata, il che è indice della scelta di fermarsi a vivere in Toscana. Con i permessi a termine la percentuale sale ad oltre il 94 per cento: persone e famiglie che producono ricchezza e lavoro, studiano (sono il 13 per cento degli studenti) e mettono su casa. Il 21 per cento sono minori.

I richiedenti asilo erano invece, al 30 aprile 2019, 7.246 (a fronte del picco di 10 mila presenze registrato nel luglio 2018). Sono ospitati in 696 strutture di accoglienza diffuse sul territorio e convenzionate con le prefetture: i cosiddetti Cas, i centri di accoglienza straordinaria. Negli Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che fa capo ai Comuni, sono accolti invece in 1270. Anche loro in calo rispetto ad un anno fa.