Istituzioni
19 novembre
18:03

Rossi all'Anci nazionale: "Essere classe dirigente per dare un futuro migliore al Paese"

Rossi all'Anci nazionale:

AREZZO - "Oggi abbiamo il compito di essere effettivamente classe dirigente nazionale per dare un futuro migliore a questo Paese".

È con questo augurio che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha salutato l'inizio della XXXVI Assemblea annuale dell'Anci, l'Associazione nazionale dei Comuni italiani, che si è aperta questo pomeriggio presso il Centro congressi di Arezzo.

Rossi, dopo aver sottolineato che il Comune é la prima cellula dello Stato, ha richiamato il ruolo diverso che spetta ai sindaci e a lui come presidente e all'ente che amministra, che ha compiti di programmazione e di raccordo.

"La sussidiarietá - ha aggiunto Enrico Rossi - e il trasferimento alle Regioni di alcune competenze che erano delle Province, ci obbligano ad un più stretto dialogo reciproco, a rifuggire da ogni tentazione di centralismo regionale, ma anche dalle angustie dei localismi. Serve invece un'azione sinergica in grado di unire la capacità di coordinamento propria della Regione alla conoscenza dei territori che è dei sindaci, in un'ottica di programmazione che deve sempre ispirare le nostre scelte".

A questo proposito il presidente Rossi ha ricordato le politiche di tutela della salute dei cittadini e il sistema sanitario, rispetto al quale anche i sindaci devono avere voce in capitolo, oltre alla gestione dei fondi strutturali europei per il cui miglior utilizzo "serve il contributo e la disponibilità dei Comuni",  così  come per il governo del territorio "ci vogliono buone leggi regionali e un buon rapporto tra Regione e Comuni".

"Occorre mettere in campo - questa la sua conclusione - un regionalismo cooperativo che archivi il federalismo per abbandono finora praticato dallo Stato centrale. Un federalismo cooperativo che corregga gli squilibri e i ritardi che affliggono le aree sottosviluppate, che ci faccia lavorare insieme, che non permetta che si intacchi la coesione che deve esistere tra articolazioni dello Stato e perché non si rompano l'unità nazionale, la coesione, la solidarietà sociale, e si violino i diritti dei cittadini. E l'annunciata legge quadro sulle autonomie può permetterci di definire una nuova e buona cornice istituzionale. Insomma resto convinto che insieme possiamo vincere le grandi sfide, dai cambiamenti climatici, alla trasformazione e alla crisi del nostro sistema produttivo, ai cambiamenti demografici e sociali, che abbiamo di fronte".