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3 maggio 2019
18:05

Stato dell'Unione: per presidente Toscana serve un'Europa più equa e unita

FIRENZE – Secondo il presidente della Regione Toscana quello che eprimeremo il 26 maggio sarà un voto importante per il futuro dell'Europa, che deve essere più unita e più equa.

Ha avuto modo di dirlo nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze rivolgendosi ai partecipanti al dialogo con i cittadini sul tema dei diritti umani, della globalizzazione riuscita e della pace.

Per il presidente l'Europa deve occuparsi di tutelare la libertà dei propri cittadini. Oggi invece, mentre il mercato europeo ha indubbiamente funzionato producendo sviluppo, la pur positiva globalizzazione europea non è stata sufficientemente regolata sul piano sociale, con impatti negativi su molti lavoratori, mentre il lavoro ha bisogno di una maggiore tutela.

Ma non ha mancato di richiamare anche l'articolo 2 del Trattato dell'Unione che tutela tra l'altro i diritti delle minoranze, fa appello ad una società caratterizzata dal pluralismo, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità uomo-donna.

Dopo aver ricordato come anche in Toscana non ci sia settore in cui non ci siano stati interventi dei fondi europei, che sono andati sempre a finanziare opere di qualità, ha osservato che è sbagliato limitarsi a considerare quanto l'Italia dà economicamente e quanto riceve dall'Europa, citando ad esempio due interventi voluti dall'Ue: uno è l'Haccp che ha garantito la nostra sicurezza alimentare, e l'altro è la tramvia che ha aperto nuove prospettive alla mobilità fiorentina.

E mentre quello che ha definito come l'incendio euscettico ha fatto il suo corso, ha replicato che occorre spostare la nostra sovranità non a livello nazionale, ma a dimensione europea perché se ad esempio si tratta con la Cina è impensabile lo possa fare un singolo Stato, ma la giusta scala è quella europea.

Ha poi concluso dicendo che è necessario fornire ai cittadini alternative credibili rispetto ai nazionalismi e far sì che la politica dia risposte concrete alle esigenze avvertite dai popoli europei.