Cultura
24 gennaio
11:38

Per saperne di più sulle rivolte nei campi e nei ghetti

Treno della memoria 2013, altre note storiche sulla resistenza ebraica

Per saperne di più sulle rivolte nei campi e nei ghetti

FIRENZE - "Tra fenomeni di resistenza e tradizionalismo ebraico non esiste evidentemente una correlazione diretta....  Ma il fatto che la resistenza ebraica si sia sviluppata soltanto nei Paesi dell'Europa orientale, nei quali pi forti erano la presenza e la vitalit della cultura ebraica tradizionale, non casuale.

 

 

La capacit di resistenza trasse alimento anche da posizioni ideologiche che con l'ebraismo non avevano nulla a che fare, e che anzi erano avversate dai "tradizionalisti" (ci vale tanto per il sionismo quanto per il socialismo); ma innegabile il fatto che, laddove i "tradizionalisti" erano pi presenti, non solo le persecuzioni naziste furono pi feroci e sistematiche, ma fu pi facile agli Ebrei riconoscersi come tali, prendere atto dell'incancellabilit della propria appartenenza culturale, non solo agli occhi dei persecutori, ma anche ai propri.

 

Mentre nelle zone d'Europa dove meno forte era la presenza del tradizionalismo non si verific alcuna forma organizzata di resistenza armata alle persecuzioni antisemite (soprattutto in Occidente gli ebrei che aderirono alla resistenza lo fecero a titolo personale, non in qualit di Ebrei), una vera e propria resistenza ebraica si verific soltanto in Polonia, laddove era forse maggiore il radicamento della tradizione.

 

Nei ghetti di Cracovia, Bialystok e Varsavia si svilupparono focolai di lotta armata, animati soprattutto da giovani appartenenti al movimento sionista e alle organizzazioni socialiste ebraiche.

A Cracovia, capitale del Governatorato generale, tra la fine del 1942 e il febbraio del 1943 il movimento sionista organizz diversi attentati contro le truppe tedesche, senza per riuscire a dar vita ad una autentica organizzazione combattente di massa. A Bialystok, i movimenti della sinistra ebraica costituirono nel febbraio del 1942 un comitato antifascista, che nel 1943, tra febbraio ed agosto, riusc ad impegnare i tedeschi in piccoli scontri armati.

 

A Varsavia, tra il 19 gennaio e il 10 maggio 1943, l'Organizzazione Ebraica di Combattimento fu protagonista di una disperata insurrezione del ghetto. Lo scopo dei combattenti, come osserva L on Poliakov, non era quello di salvarsi la vita (sapevano bene che la sproporzione delle forze in campo rendeva disperata la loro lotta), ma di salvare la loro dignit umana (Poliakov (1955), p. 312), affermando il principio elementare (bench astratto, nelle condizioni di fatto) del proprio diritto all'autodifesa. Sebbene isolati (le forze non ebraiche della resistenza polacca non intervenirono in aiuto degli insorti) e male armati, i combattenti Ebrei riuscirono a tenere in scacco l'esercito tedesco, combattendo strada per strada. La battaglia finale, malgrado l'indubbia superiorit numerica e tecnica dell'esercito tedesco, dur quasi un mese, a testimonianza del fatto che, forse, una pi tempestiva e pi determinata capacit di reazione da parte degli Ebrei avrebbe potuto quanto meno ridurre la portata delle persecuzioni naziste. Soltanto incendiando e radendo al suolo il ghetto, i tedeschi riuscirono a reprimere la rivolta ebraica".

 

(tratto da  http://www.lanzone.it/Shoah/Schede/assimil.htm e http://www.storiain.net/arret/num96/artic5.asp)

 

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