Emergenza e sicurezza
Tutta la Toscana
20 gennaio 2020
15:30

Sicurezza urbana, la via della 'rigenerazione sociale' dal basso

La Regione finanzia con 715 mila euro ventidue diversi progetti

Sicurezza urbana, la via della 'rigenerazione sociale' dal basso

Ventidue progetti di rigenerazione sociale urbana, da portare avanti coinvolgendo i cittadini che abitano in quartieri di paesi e città che si stanno dimostrando più fragili di altri. L’idea di partenza è semplice: un luogo più vissuto e frequentato è maggiormente sicuro. Quantomeno si abbassa la percezione di insicurezza. Piazze e quartieri dove al posto di fondi sfitti tornano a fiorire attività commerciali o culturali e dove la gente scende in strada, si incontra e non si chiude in casa sono un deterrente a situazioni di degrado e criminalità. I progetti pilota finanziati l’anno scorso in una dozzina di città hanno dimostrato che la ricetta può funzionare. Così la Regione torna a finanziare queste esperienze, con 715 mila euro per ventidue diversi progetti.

A Calcinaia, in provincia di Pisa, l’intervento sulla sicurezza sociale urbana diventa ad esempio l’occasione per migliorare ed aumentare la vitalità degli spazi pubblici e a uso collettivo, con un’attenzione particolare ai giovani e alla frazione di Fornacette: uno strumento per aggredire anche il problema del bullismo e contrastare abbandono scolastico e comportamenti e stili di vita rischiosi e dannosi per il salute che le statistiche registrano in aumento.

Firenze lancia l’idea di ‘presidi positivi’ con quattro interventi di rigenerazione sociale urbana per altrettanti luoghi e quartieri della città. L’obiettivo è restituire alcune delle aree più vulnerabili della città alla fruizione attiva da parte dei cittadini, riducendo di conseguenza il rischio che si manifestino fenomeni criminali.

I progetti riguardano: l’apertura di uno spazio chill out di relax in Santo Spirito-Oltrarno, dove poter sostare e affrontare il ritorno a casa dopo una serata nella quale si è bevuto alcol, con il conforto di bevande analcoliche, di tè, tisane e una colazione rigenerante; la creazione del Comitato “Rocca sport” nel quartiere di Rocca Tedalda, che avrà il compito di gestire il progetto e promuovere le attività sportive e socializzanti nel quartiere; la promozione di iniziative ed eventi che vedano la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita del quartiere dell’Isolotto, includendo il prendersi cura degli spazi in cui amano ritrovarsi (l’Isolotto vecchio) e, nel Quartiere 5, l’incentivo a forme di aggregazione informale con educatori di strada e animazioni di comunità progettate con residenti.

A San Casciano in Val di Pesa, comune del Chianti fiorentino, c’è a ridosso del centro storico del capoluogo un parcheggio coperto su più piani, costruito assieme ad abitazioni dove un tempo sorgevano le Officine grafiche Stianti, da anni dismesse e degradate. L’area è stata riqualificata, ma il parcheggio da trecento posti è raramente occupato per più di un terzo della capienza. E’ percepito come insicuro, in particolare i lunghi corridoi per accedere all’ascensore e alle scale che conducono al centro storico. Il Comune propone così “Open Stianti”, un progetto di attività di animazione e l’organizzazione di una serie di eventi, assieme a cittadini e giovani, con l’obiettivo di far diminuire atti vandalici e senso di abbandono.

L’amministrazione comunale di Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo, punta al rilancio tra l’altro dei vecchi mestieri, come la lavorazione della pelle, del ferro e del legno, ma anche il ricamo e la sartoria, per ripopolare le zone da dove cittadini e negozianti stanno fuggendo.

A Sesto Fiorentino (Fi) il Comune vuole intervenire su Quinto Basso, zona già oggetto di un progetto di polizia di prossimità, area di grandi condomini sorti tra gli anni Sessanta e Settanta, la linea ferroviaria a sud e torrente Termine ad est. La ricetta è simile a quella messa in campo da altre amministrazioni: ovvero puntare sui giovani, scoprirne ‘talenti’ nascosti e coinvolgerli nell’organizzazione di attività culturali e laboratoriali.

Il comune di Calenzano (Fi) ha deciso di concentrare le propria attenzione sul quartiere di Dietro Poggio, con un progetto di animazione sociale e integrazione tra associazioni di anziani e ospiti extracomunitari della residenza “don Marco Brogi”.

A Capannori (Lu) ci sono due aree verdi nel centro del capoluogo poco frequentate e in condizioni di abbandono e degrado. L’area è quella del Bioparco, via Comunale del Popolo e il retro del palazzo comunale e si punta alla loro rigenerazione attraverso la partecipazione attiva di associazioni e cittadini, in particolare dei più giovani, in modo meno sporadico e più strutturato di quanto è accaduto, con iniziative spontanee, fino ad oggi.

Carrara (Ms) vive nel suo centro storico il disagio comune a molte altre città, dove i negozi chiudono, gli abitanti si trasferiscono altrove e il degrado cresce. Il Comune prova a rispondere puntando a tirare su le saracinesche dei fondi sfitti ed ad organizzare iniziative culturali e visite guidate al patrimonio artistico della città. Una città più vissuta è infatti sempre percepita come più sicura.

Troppi fondi sfitti anche a Perignano, frazione del comune di Casciana Terme Lari. L’obiettivo è ‘popolarli’ di giovani imprenditori, artisti e creativi, con la collaborazione anche delle associazioni di categoria.

Simile la situazione di Chiesina Uzzanese (Pt), dove il Comune vuole ridisegnare uno spicchio di centro storico con la partecipazione dei cittadini, ovvero piazza Vittorio Emanuele e le vie limitrofe, da render più funzionali alle attività commerciali. L’idea è anche quella di coinvolgere i giovani nella realizzazione di opera artistiche da ospitare nelle arre del paese a rischio.

Anche a Colle Val d’Elsa (Si) hanno lo stesso problema e si vuole creare un laboratorio di sperimentazione di nuove pratiche per frenare il processo di svuotamento del centro storico.

A Castelfiorentino (Fi) si punta ad animare le vie che dalla stazione ferroviaria e dei bus arrivano fino alle scuole primaria e secondaria del paese, ovvero via Ridolfi, ponte di via Benozzo Gozzoli, viale Duca d’Aosta, percorse ogni giorno da numerosi ragazzi.

Empoli (Fi) ha un problema con piazza Matteotti e le adiacenze di nuovo della stazione dei treni, dove si segnalano reati di spaccio, prostituzione, bivacchi. Propone animazioni di strada, interviste e incontri con i cittadini per sviluppare insieme politiche per la sicurezza, iniziative artistiche e culturali ma anche l’utilizzo di spazi e immobili oggi vuoti per riempirli di nuove funzioni.

A Follonica (Gr) il progetto interesserà l’area ex Ilva, ovvero quello spicchio nel centro della città dove già hanno trovato casa la biblioteca comunale, il museo Magma, la scuola media e il teatro. L’idea è dar vita ad un luogo che si presti ad accogliere le idee e la creatività dei giovani.

A Gavoranno (Gr), in particolare per la frazione di Bagno, si pensa a contributi a sostegno di nuove iniziative imprenditoriali e commerciali e laboratori di teatro in strada.

Signa (Fi) punta l’attenzione sul quartiere del Crocifisso e sui giovani che vi abitano, per dar vita assieme a loro ad iniziative culturali e sociali capaci di far vivere vie e piazze.

Livorno ha scelto il quartiere Garibaldi, già al centro due anni fa del progetto pilota di rianimazione sociale finanziato dalla Regione, e il quartiere Shangai, il primo in centro e il secondo in periferia, storicamente segnato da fenomeni di devianza e marginalità.

A Montopoli (Pi) si propongono azioni sui giovani fino a venti anni ed eventi per animare gli spazi pubblici, da ripetersi tutto l ‘anno, al “Bosco dei Frati”, vicino alla stazione dei treni.

Al quartiere della stazione pensano anche a Pontedera (Pi). Gli obiettivi del progetto sono riqualificare il tessuto urbano e sociale e migliorare le condizioni di vita e di benessere. C’è anche l’idea di dar vita ad uno spazio di coworking per giovani professionisti.

Prato punta sul Soccorso, periferia urbana alle porte del centro storico che si sviluppa attorno all’omonima chiesa. Per rianimarlo si pensa ad attività creative e culturali per tutto il 2020. Un luogo da rigenerare e rendere di nuovo fruibile è sicuramente il parco posto tra la scuola Collodi e la tangenziale.

Rosignano Marittimo (Li) lancia un sos per l’area delle Cinque Strade, con l’obiettivo di avviare un progetto integrato e partecipato con cittadini, associazioni e operatori economici e con il supporto delle associazioni di categoria.

Infine, San Giuliano Terme (Pi). Il Comune ha proposto un progetto che interessa la frazione di Ghezzano e il parco pubblico Luciano Pratali, dove sono cresciuti negli ultimi tempi gli atti vandalici. L’obiettivo è innescare un processo di partecipazione di quei luoghi da parte dei residenti.