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25 luglio 2018
18:21

Cave, Rossi: "Piano per riutilizzare i residui di lavorazione". E una scuola per gli addetti

 LUCCA Il progetto straordinario sulla cave deve diventare qualcosa di stabile: nelle risorse ma soprattutto nel metodo. "Il lavoro di squadra che ha visto dal 2016 collaborare Regione, Procure, Arpat, Asl, carabinieri forestali e capitaneria di porto ha dato ottimi risultati. Sarebbe un peccato che non avesse continuit " spiega Rossi.  "Il progetto non solo ha aumentato quantit e qualit dei controlli chiosa il procuratore di Lucca, Pietro Suchan Ha creato sensibilit diffuse, tra i lavoratori e gli imprenditori".  "Ha portato ad elaborare, da problematicit emerse, linee guida condivise aggiunge Rossi Un valore aggiunto". 

Cos   da Lucca - dove oggi si fatto il punto sulle attivit del protocollo firmato nel 2016, anche con il confronto con le parti sociali -  il presidente della Toscana lancia l'idea: utilizzare le possibilit offerte anche dal regionalismo differenziato, su cui gi stata avanzata una proposta al governo, per rendere questo sistema cogente attraverso una legge.  

Ma Rossi va oltre. Parla anche della necessit di "un piano cave che obblighi al riutilizzo dei residui di lavorazione", che possono essere le scaglie di marmo,  la terra mista a sassi e magari anche la marmettola. Residui copiosi. "Serve un piano che chiuda il cerchio dell'economia circolare dice : sarebbe un contributo alla salvaguardia dell'ambiente e alla sicurezza idrogeologica. Valorizzerebbe anche le cave stesse".  

Rossi lancia anche la proposta di un istituto tecnico superiore, due anni post diploma come gi ne esistono in altri distretti della Toscana, con programmi didattici concertati con gli imprenditori, ma vocato in questo caso alla lavorazione nelle cave e nei laboratori: trenta o quaranta diplomati l'anno, per qualificare l'occupazione in montagna e in azienda e creare "una classe dirigente intermedia con una maggiore sensibilit ambientale e sulla sicurezza".

Poi c' il tema della concessioni. Il presidente non sarebbe contrario, dice, a vincolare il rinnovo del  diritto d'uso e di scavo in cambio di precisi impegni.   "Non sarei contrario sottolinea   se gli imprenditori presentano un piano industriale che valorizzi la salvaguardia dell'ambiente, la sicurezza e la creazione di posti di lavoro". Un premio a fronte di uno sforzo ripetuto e continuo, a partire da chi ha gi messo in campo azioni positive.

"Su tutte e tre queste necessit   - conclude sull'economia circolare, sulla formazione e sulla durata delle concessioni stiamo gi discutendo e lavorando.  Come giunta e come maggioranza". Il cardine rimane la necessit di combinare l'attivit estrattiva, che la Regione non vuol ridurre, con la la tutela dell'ambiente. Un sogno difficile ma non impossibile, per utilizzare le parole di Rossi,  in cui "la ricchezza produce lavoro, sicuro,  quella ricchezza viene anche redistribuita e la produzione rispetta ambiente e paesaggio".