22 gennaio 2019
15:26

Il razzismo oggi ancora esiste, anche a scuola e tra i giovani. La voce degli studenti

OSWIECIM - "Mi capitato di essere esclusa perch ebrea". Eden racconta, ricci neri e lo sguardo di chi non si rassegna e sa quello che dice. Ma non vissuta ottanta anni fa. La sua non una storia che arriva dal passato. E' una giovane studentessa pisana di quinta superiore.

I compagni in questi anni le hanno rinfacciato le sue origini. E sono volate, dice, anche parole pesanti. Qualcuno di loro ha rimpianto che non si fosse ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e non ci fossero pi i campi di sterminio.  Cattiverie scappate di senno, ma che fanno davvero male.

Eden non solo ebrea. La sua famiglia negli anni Quaranta del secolo scorso ha patito la deportazione. "Molti sono stati portati nei campi, tanti purtroppo sono morti ma qualcuno fortunatamente anche sopravvissuto".  In fila davanti al museo  di Auschwitz, dieci gradi sotto zero e il sole che poco prima delle nove fa breccia in un cielo lattiginoso, aspetta di entrare con gli altri cinquecento e passa studenti del treno della memoria toscano, il giorno dopo aver visitato Birkenau. "E' tutta la vita dice -che in fondo mi preparo a questa esperienza". L'ha fatto a scuola, ma anche e soprattutto con il racconto dei genitori e dei nonni, cercando e trovando video sulla rete.   "Non facile ascoltare ma non si pu neppure tenere dentro si sofferma -, anche se doloroso. E' importante essere testimoni". E' importante per combattere anche quell'antisemitismo che lei in pi occasioni ha patito dalle elementari fino al liceo, per cui cerca quasi di non arrabbiarsi pi .  "A scuola a volte si prova a reagire prosegue - A volte si preferisce per il silenzio, per non far sapere. Per far finta che tutto vada bene ed invece tutto il contrario".

Si fa finta di niente, ma accade.  "Un po' di tempo fa c'era vergogna ad ammettere di essere razzisti. Oggi quasi ci si autoassolve con una giustificazione". La frase che ti taglia le gambe arriva da Giulia, quarto anno all'istituto Redi di Montepulciano. Il razzismo sopravvive in citt e  nei piccoli paesi, tra stereotipi e chiusure. "E non riguarda solo gli ebrei dice Tommaso, quarto anno all'istituto tecnico Chini di Borgo San Lorenzo ma gli omosessuali e gli immigrati ad esempio. Da noi ci sono tanti ragazzi che arrivano dai Balcani, dall'Albania ma non solo, ed ho amici che hanno pregiudizi e stereotipi. Dobbiamo ricordare, non dovremmo farlo solo il 27 gennaio e soprattutto  non dovremmo mai smettere di contestualizzare".

Il razzismo riguarda anche rom e sinti, deportati nei campi di sterminio. Nancy, che vuole andare all'universit , vive in un campo nomadi ma a scuola lo sa solo una persona.  Non se ne vergogna, ma sa che a dirlo l'atteggiamento delle persone quasi certo che cambierebbe. "Il razzismo non mai finito dice - e c' ancora oggi. Quando le persone mi vedono non pensano che sia sinta. Ma se viene fuori non sono pi Nancy  e si allontanano, intimoriti da tutti gli stereotipi e pregiudizi che ci sono su di noi". "Per questo spiega - mi difficile dirlo per prima, perch ti mette tanti muri davanti. Ma in questi giorni ho visto tante cose brutte, ho capito che importante dire chi siamo e penso di cambiare questo mio atteggiamento".

Il razzismo riguarda a Prato anche i cinesi. "Certo che c' ancora oggi" interviene Luisa, ultimo anno al Dagomari e il prossimo forse alla Bocconi di Milano,  la ragazza cinese che voleva venire ad Auschwitz e per questo la comunit buddista le ha pagato il viaggio. "Vedo che il razzismo c' dice -  andando in giro con miei amici: si sentono ragazzini pieni di pregiudizi. Io allora intervengo, la mamma me lo dice sempre: difenditi, sai parlare italiano. Questa reazione li coglie impreparati e si zittiscono".

Per Oumaima e Omaina, due ragazze musulmane di un istituto professionale di Lucca, il pregiudizio diventa qualcosa ancora di pi pesante, il sospetto di essere complici di terroristi.
Dopo la strage del Bataclan e dopo la violenza dell'Isis scatenata in tutto il mondo da schegge dell'estremismo islamico, portare il velo o professare una certa religione ha alzato negli altri il muro della diffidenza e della paura.  

"Il pregiudizio sopravvive anche se come societ cerchiamo di nasconderlo" dicono le due ragazze, che frequentano la stessa classe. Una nata in Italia, l'altra arrivata a tre anni dal Marocco.  "Se c' una chance davvero per stare tutti insieme questa la scuola" dice la professoressa che le accompagna. Ma non facile. "C' discriminazione" riprendono le due diciottenni. "Ma a chi urla preferisco rispondere col silenzio dice una delle due perch altrimenti mi metterei sul suo stesso piano".

Reagire per importante, come far conoscere e sfatare i falsi luoghi comuni. Non c' futuro senza passato. Non c' neppure presente.  "E un viaggio come questo, che ti fa riflettere dice come tanti altri Lavinia, anche lei quarto anno all'istituto tecnico Redi di Montepulciano dovrebbe essere fatto una volta nella vita: soprattutto gli scettici (o chi vive di pregiudizi) dovrebbe farlo". "Perch ti pu trasformare le fa eco di nuovo Giulia -. Ho visto le facce di tanti di noi: venire qua ti pu davvero far cambiare idea".