Salute
26 febbraio 2015
18:58

Riforma della sanità, Rossi: "Pronti al dialogo, ma no ai ricatti"

FIRENZE - "Il mio obiettivo è salvare la sanità pubblica. Per farlo siamo tutti chiamati a compiere un duro sforzo, imposto dai pesanti tagli ai finanziamenti: per la Toscana si tratta di oltre 300 milioni in meno all'anno. Mi spiace, francamente, che questo nostro sforzo riformatore venga male interpretato. Basterebbe girare gli occhi intorno a ciò che accade nel mondo, in Italia ed anche in Toscana, per vedere che, non solo in sanità, molte sono le ristrutturazioni in corso a cui gli stessi sindacati partecipano attivamente e in maniera positiva". Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, interviene così a proposito di alcune valutazioni espresse daIl'Ipasvi di Firenze, Prato e Pistoia e dalla Cgil di Pistoia sulla riforma del sistema sanitario toscano.

"Se vogliamo mantenere quantità e qualità dei servizi - prosegue -, davanti a noi c'è solo una strada percorribile: riorganizzare profondamente la nostra struttura sanitaria, attualmente troppo sbilanciata verso l'alto. Dobbiamo quindi procedere ad una seria riforma organizzativa a partire dall'accorpamento delle Asl. Al cui interno è del tutto ragionevole consentire a medici e infermieri di andare in pensione in base ai criteri in vigore prima della riforma Fornero. E assumere un certo numero di operatori sanitari, giovani, che potranno dare un impulso nuovo ai servizi sul territorio".

"Al riguardo - dice ancora Rossi - mi meraviglia molto il comportamento critico sia dei diversi primari che delle stesse Università. Posizioni anacronistiche che rischiano di produrre la distruzione della nostra sanità pubblica. Naturalmente questo processo non sarà calato dall'alto, ma preceduto e accompagnato da un confronto con lavoratori e le loro organizzazioni. Siamo interessati al dialogo - conclude -, ma assolutamente indisponibili ai ricatti e alle battaglie dal sapore corporativo".