Economia
Infrastrutture e mobilità
19 maggio 2011
14:45

Terza corsia Barberino-Fi nord. Rossi: 'Ammodernare la Toscana per uno sviluppo di qualità'

FIRENZE - "Via libera al lotto zero per i lavori della terza corsia tra Barberino e Firenze-nord. E' il primo cantiere da quando sono presidente, e come Regione stiamo lavorando insieme a amministrazioni comunali e provinciali e a Autostrade per l'Italia perché ne seguano a breve tanti altri. Tutte opere  di ammodernamento necessarie, in grado di attrarre investimenti e di dare una risposta a quello che è il nostro assillo numero uno: l'occupazione".

Lo ha detto oggi il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, inaugurando insieme al sindaco di Calenzano, Alessio Biagioli, alla vicepresidente della Provincia di Firenze,  Laura Cantini, e al condirettore generale dello sviluppo rete di Autostrade per l'Italia, Gennarino Tozzi, la mostra "Un percorso insieme" sullo sviluppo della Autostrada A1 nel territorio tra Calenzano e Barberino.

I lavori infrastrutturali programmati sono la terza corsia sul tratto Firenze sud-Incisa, su quello Incisa-Valdrano, e poi sull'autostrada Firenze-Mare. "Qui si sta discutendo - spiega il presidente - per concludere i progetti definitivi relativi ai tratti Firenze-Pistoia e Pistoia-Montecatini. In tutto un pacchetto di 5 miliardi di investimenti che nell'arco di 1 anno, un anno e mezzo, dobbiamo mettere in campo. Anche per la Tirrenica peraltro si sta procedendo: il Cipe ha deliberato il finanziamento di 2 miliardi e l'orientamento è quello di costruirla sulla variante Aurelia. Come è noto, ci sono questioni per il percorso nel sud della Toscana, le discuteremo, ma anche qui bisogna procedere. Presto e bene".

Rossi menziona anche l'altra partita, l'ammodernamento della Fi-Pi-Li e della Firenze-Siena, su cui vanno trovate soluzioni innovative. "Queste strade non potranno essere così ancora tra dieci anni - afferma -, significherebbe bloccare la Toscana. La ricetta da seguire è l'impiego di capitale privato, come quando eravamo in una fase di sviluppo e laToscana fu una delle prime regioni, insieme alla Lombardia, a costruire un'autostrada del mare. Bisogna essere innovativi, come allora. Quelli che abbiamo davanti non saranno certamente anni di finanza pubblica che si espande. Si tratta invece di utilizzare la leva pubblica per investimenti di carattere privato, sulle infrastrutture viarie questa è la direzione su cui muoversi per dare impulso al territorio, riattivare l'economia. E modernizzare e rendere più attraente la regione anche sotto il profilo degli investitori".

"Una regione che sconta, quasi giornalmente - insiste Rossi - blocchi, ingorghi e file sulla Fi-Pi-Li oppure costringe a viaggiare in un tratturo (non si può definire in altro modo) come l'Autopalio, non è in grado di attrarre investimenti. Se le cose restano così, la Toscana rischierà di diventare solo  un buen retiro. Ma noi non vogliamo essere la regione del buen retiro, ma una regione produttiva che cresce, che pensa al futuro, che si modernizza e dà una risposta ai centomila già ora disoccupati a cui se ne aggiungeranno altre decine di migliaia nei prossimi mesi".

A chi esprime perplessità sulle ricadute ambientali di queste opere  infrastrutturali Rossi replica che non si aggiunge niente all'esistente, ma si modernizza la rete viaria, che quanto più è fluida, tanto meno inquina. E poi rilancia: "Sono dell'opinione che bisognerebbe fare una valutazione di impatto sanitario su quanto costa stare un'ora in coda su un'autostrada bloccata in termini di stress, costi economici, salute personale e impatto sulla qualità dell'aria. Ammodernare l'esistente senza aggiungere nulla rende un servizio a tutti, e rende la qualità della vita migliore".