Diritti
Firenze
20 novembre 2023
18:36

Toscana delle donne, al Palazzo Wanny protagonista il volley femminile toscano

Dopo la prima donna arbitro nella serie A di calcio, ora l’attesa è per la prima donna allenatore nella pallavolo

Toscana delle donne, al Palazzo Wanny protagonista il volley femminile toscano

Dopo la ‘breccia’ aperta un anno fa nel mondo del calcio, con Maria Sole Ferrieri Caputi, primo arbitro donna a dirigere una partita del massimo campionato, adesso l’attesa è per il primo allenatore donna a sedersi su una panchina di serie A della pallavolo. E’ l’auspicio emerso oggi all’incontro dedicato allo sport al femminile, all’interno della seconda edizione de ‘La Toscana delle donne – Umanità’, la settimana organizzata dalla Regione e dedicata a appuntamenti, spettacoli, riflessioni per costruire insieme una Toscana paritaria e puntare sui talenti femminili, nell’anno europeo delle competenze. Incontro dal titolo ‘Donne, straordinario gioco di squadra’ organizzato presso il Palazzo Wanny, in collaborazione con le società di volley femminile Il Bisonte e Savino Del Bene, Sitting Volley e FIPAV regionale.

L’incontro si è aperto con il saluto del presidente Eugenio Giani il quale si è soffermato soprattutto sull’energia prodotta dalle donne nello sport. “Un’energia che si vede e che si sente, ed è sempre più forte. Il risultato finale, sul campo, è soltanto la punta dell’iceberg rispetto a tutto il lavoro che c’è dietro. Lo sport è la piazza ideale per affermare valori e modelli che l’universo femminile incarna in sé e che trovano in questo ambito l’espressione più genuina. Lo sport – ha concluso - è un veicolo importantissimo per valorizzare una cultura che ci può portare a contrastare atti che purtroppo continuano ad accadere con drammatica puntualità”.

La tavola rotonda, condotta dalla giornalista Eva Edili, ha coinvolto oltre capo di Gabinetto del presidente Giani e ideatrice del festival Cristina Manetti, sette giocatrici: Giulia Aringhieri, atleta paralimpica della nazionale italiana di sitting volley, Giulia Leonardi, Alessia Mazzaro, Ailama Montalvo e Nausica Acciarri del Bisonte, Lindsey Ruddins e Linda Nwakalor della Savino del Bene oltre a Veronica Angeloni, ex pallavolista e attualmente responsabile relazioni esterne e brand ambassador sempre per la Savino Del Bene.

A spingere per arrivare ad avere un’allenatrice su una panchina di una squadra di volley è Cristina Manetti. “La cosa che viene subito da notare in uno sport come questo, che vede una partecipazione femminile fortissima, è la mancanza di un’allenatrice donna. Speriamo, tra un anno, quando riproporremo questa iniziativa, di poterne festeggiare uno, proprio come avvenne un anno fa nel calcio, con Maria Sole Ferrieri Caputi, prima donna arbitro in serie A di calcio. La prima di molte altre donne ad affermarsi alla guida di una squadra. Sotto questo profilo si sta muovendo qualcosa a livello nazionale, con l’inserimento nell’ultima riforma dello sport di un articolo specifico sulla parità di genere. Adesso – ha concluso - spetta a società e federazioni individuare linee che vadano in questa direzione. Un passo alla volta, senza mai abbassare l’attenzione”.

Durante la tavola rotonda le atlete hanno parlato delle proprie esperienze, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. “Quando a 21 anni – ha raccontato Giulia Aringhieri – mi hanno diagnosticato la sclerosi multipla il mondo mi è crollato addosso. Piano piano mi sono aperta con amiche e compagne, ma rifiutavo il sitting volley. Poi però ho dovuto fare i conti con la mia nuova condizione e ora non vedo l’ora di andare alle paralimpiadi di Parigi, nel 2024. Adesso racconto orgogliosamente la mia esperienza e come, grazie all’appoggio di famiglia e conoscenti, ho potuto continuare a fare sport ad alto livello”. Veronica Angeloni ha spiegato come “grazie alla pallavolo sono cresciuta e maturata. I valori che ti insegna lo sport sono fondamentali. Il messaggio che posso dare alle ragazze è di farlo per divertirsi, mostrando sempre il sorriso anche nei momenti meno belli”. Il capitano del Bisonte, Giulia Leonardi, è tornata a giocare quest’anno, dopo due anni di stop. “Avevo il desiderio di diventare mamma, ma allo stesso tempo anche la voglia di continuare a giocare era tanta. L’aiuto della famiglia e la spinta dell’allenatore mi hanno convinto a fare la scelta migliore”. Infine Linda Nwakalor, centro della Savino Del Bene, che ha sottolineato che “del tema al centro di questo incontro si dovrebbe parlare di continuo. Per provare a porre fine a quello che purtroppo accade troppo spesso, e sapete a cosa mi riferisco. E’ una cosa che ci riguarda tutte e tutti. La mia passione è il volley ma anche la criminologia. Sto studiando per avere un futuro una volta che smetterò di giocare”.

Al termine della tavola rotonda una replica della scultura ‘Umanità’ di Sauro Cavallini, che è anche il simbolo della seconda edizione del festival, è stata consegnata a Giulia Aringhieri (e alla compagna di squadra Eva Ceccatelli che non è potuta intervenire), alle squadre del Bisonte e della Savino Del Bene e alla FIPAV regionale. L'evento si è chiuso con una partita-esibizione tra due rappresentative giovanili.