25 gennaio 2017
15:40

Treno della Memoria, ad Auschwitz i ragazzi depongono una corona in memoria delle vittime

OSWIECIM (Auschwitz) - C'era la neve, stamani, ad Auschwitz. Una leggera nevischiata ha accompagnato a tratti la visita odierna dei protagonisti del Treno della Memoria al principale campo di sterminio nazista. 560 ragazze e ragazzi delle scuole toscane hanno visto cos con i propri occhi dove pu arrivare la violenza dell'essere umano se rivolta contro altri esseri umani.

Se ieri pomeriggio nel Teatro Kijov di Cracovia hanno potuto sentire la voce dei deportati sopravvissuti, oggi sono entrati nei blocchi in mattoni rossi dove si consumato lo sterminio di oltre un milione di persone durante l'ultima Guerra mondiale. Hanno sentito il freddo entrare nelle loro ossa e si sono trovati davanti a cataste di oggetti appartenuti alle vittime. Hanno pianto davanti ai capelli, agli occhiali, alle spazzole, alle valigie di chi non pi uscito da quel cancello, simbolo della Shoah. Hanno visto il buco nero dei forni crematori e hanno volto lo sguardo verso i camini che hanno sparso le ceneri nelle campagne d'Europa.

Nella seconda parte della visita gli studenti si sono riuniti dietro al gonfalone toscano e hanno marciato silenziosamente verso il muro della morte usato dai nazisti per le fucilazioni, proprio accanto al blocco 21 che ha ospitato per anni il Memoriale italiano che presto sar esposto a Firenze.

Alla fine del breve corteo stata deposta una corona di fiori e le autorit presenti hanno tenuto dei brevi discorsi. Di quanto detto da Cristina Grieco, assessora regionale all'istruzione diamo conto in altra parte del notiziario; a seguire hanno parlato Eugenio Giani, presidente del Consiglio della Regione Toscana che ha riaffermato i valori costituzionali ad iniziare dalla prima parte della Carta. Ha esortato cos i giovani presenti a "non discriminare nessuno per razza, credo politico, religione", a rispettare "le libert civili e i diritti umani". Solo cos , ha concluso, "potremo condividere un futuro solidale e carico di umanit per tutti".

 

poi intervenuta Cristina Giachi, vicesindaca di Firenze, in rappresentanza delle amministrazioni toscane. Ed ha rilanciato proprio il ruolo delle "citt come luoghi della convivenza civile", spazi dove "onorare l'esistenza che siamo chiamati a vivere affinch non vinca il male".

 

L'intervento finale stato del giovane Bernard Dika, rappresentante del Parlamento degli studenti della Toscana. Ha strappato gli applausi dei suoi coetanei quando ha ricordato quanto sia necessario prendere il testimone dei sopravvissuti di come non sia "pi tollerabile sentire politici e semplici cittadini affermare "American first" o "Prima gli italiani"."