Diritti
30 giugno 2017
17:26

Quartiere Garibaldi a Livorno, Bugli: "L'esperienza deve andare avanti"

FIRENZE - Un bilancio e un rilancio, perch l'idea quella di proseguire. Si conclude oggi nel quartiere Garibaldi di Livorno il progetto pop up, ovvero, in due parole, le saracinesche tirate su che all'inizio del mese hanno permesso di riaprire dieci fondi sfitti dove hanno trovato casa quattordici progetti sociali, artistici e culturali. Quei negozi alternativi, una galleria d'arte, i laboratori di cucito e le botteghe sartoriali, dove incontrarsi e raccontarsi, in sole tre settimane hanno gi   cambiato un po' il volto della zona. E per questo la voglia quella di andare avanti.

I quattordici temporary shop

"Sarebbe un peccato interrompere un progetto come questo che sta funzionando annuncia l'assessore alla sicurezza e alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli, intervenuto anche oggi a Livorno - In una delle prossime giunte presenter un atto perch prosegua almeno fino alla fine dell'anno. Nel frattempo diamo tempo anche all'amministrazione comunale per creare strumenti di sostegno alle attivit commerciali affinch le attivit diventino strutturali. Sarebbe un peccato fermarsi qui, quindi ci metteremo impegno". L'assessore accenna anche alla revisione in corso sulla legge sul commercio. "In questi anni di sperimentazione dice - si siamo appuntati tutte le esigenze emerse da progetti come questi, cos tra settembre e ottobre cercheremo di arrivare a scrivere ed approvare una legge ad hoc".


Piazza Garibaldi a Livorno con l'omonima via e le strade attorno assomiglia a molte altre periferie' che si sono create a ridosso dei centri urbani storici. La zona si chiamava un tempo Borgo Reale ed era uno dei luoghi pi vivaci della citt di Livorno, con le botteghe, le attivit degli artigiani e i fondi dei pescatori e dei calafati lungo il fosso, davanti alla Fortezza Nuova. Oggi vive i problemi dei quartieri degradati di tante altre citt : spaccio, microcriminalit , sfondi sfitti e vie deserte e con sempre meno negozi.


Ma le attivit messe in piedi da aprile hanno indicato una via possibile di rinascita. Oltre ai negozi temporanei e le iniziative in piazza, oltre ai maglioncini e lavori all'uncinetto dell'associazione Streghe Arcobaleno che hanno iniziato ad abbellire gli arredi urbani, ci sono stati in tre mesi sei seminari sulla sicurezza rivolti a cittadini e commercianti, si sono succeduti laboratori con bambini che hanno ripiantumato il verde, ci sono state pedalate, camminate ed altre iniziative per coinvolgere chi abita nel quartiere. E via e piazze vissute e frequentate sono la prima condizione per renderle pi sicure.

Si costituito anche un comitato cittadino, "Vivigaribaldi", dove cittadini e commercianti all'inizio si riunivano per contrastare fenomeni di degrado e criminalit ed oggi un luogo di confronto importante tra le varie anime del quartiere, che si riunisce da aprile ogni mercoled per discutere dei problemi e cercare soluzioni condivise, ma che ha iniziato ad organizzare anche iniziative di aggregazione.

Il progetto - uno dei cinque sperimentali e pilota approvati alla fine del 2016 e che interessano altrettante citt - era stato presentato da Confesercenti e la Regione l'ha interamente finanziato con 90 mila euro.